Grande partecipazione a Cima e Cretta per la quinta edizione della rievocazione storica. Antichi mestieri, costumi originali e scene di vita quotidiana hanno raccontato le radici della comunità sappadina
Le borgate di Cima e Cretta sono tornate indietro nel tempo. Sabato 5 settembre hanno ospitato la quinta edizione di “C’era una volta Sappada”, la rievocazione storica dedicata all’antica civiltà contadina locale.
L’iniziativa ha richiamato numerosi visitatori tra residenti e turisti. Quasi cento figuranti, tutti volontari, hanno indossato i costumi originali della tradizione locale.
I partecipanti hanno riportato in vita attività, mestieri e momenti della quotidianità. Il pubblico ha così potuto scoprire gesti e usanze che per secoli hanno accompagnato la vita delle famiglie della vallata.
Cima e Cretta raccontano la Sappada di un tempo
Le due borgate sono state allestite con antichi attrezzi e oggetti della vita contadina. Gli ambienti hanno ricreato situazioni legate alla vita quotidiana.
Uomini e donne hanno mostrato attività domestiche e lavori legati alla terra. Non sono mancati la cura degli animali e le lavorazioni artigianali.
La rievocazione ha riportato in scena anche la vita di montagna. I gesti raccontati erano spesso semplici e faticosi. Sono però gli stessi gesti che hanno contribuito a costruire nel tempo l’identità di Sappada.
Le borgate diventano parte della rievocazione
Cima e Cretta hanno avuto un ruolo centrale nell’iniziativa. Le loro architetture tradizionali hanno fatto da ambientazione naturale.
Le case in legno e pietra e le antiche stalle sono diventate parte integrante del racconto. Non sono quindi servite scenografie artificiali.
Camminando tra le due borgate, il pubblico ha incontrato una scena dopo l’altra. Ha potuto conoscere come si viveva e si lavorava nella Sappada contadina.
Il percorso ha permesso anche di entrare in contatto con usanze e conoscenze tramandate di generazione in generazione. Tra queste c’è anche la lingua sappadina.
S’Kottlars Haus torna a essere una casa
Un ruolo significativo è stato affidato anche a S’Kottlars Haus, l’antica casa museo di Borgata Cretta.
Per l’occasione, gli ambienti sono tornati simbolicamente a essere quelli di una casa vissuta. I visitatori hanno potuto conoscere più da vicino la quotidianità delle famiglie sappadine.
Il percorso ha raccontato il lavoro e la cura della casa. Ha mostrato anche la cura degli animali e l’organizzazione degli spazi.
Sono emersi così i piccoli gesti che scandivano le giornate. La vita era profondamente legata alle stagioni e ai ritmi della natura.
La memoria passa alle nuove generazioni
“C’era una volta Sappada” vuole conservare e trasmettere il patrimonio immateriale locale. La manifestazione offre anche alle nuove generazioni la possibilità di conoscere in modo concreto la vita dei propri nonni e bisnonni.
La memoria non viene custodita soltanto nei musei o nei libri. Passa anche attraverso le persone che conservano conoscenze e tradizioni.
C’è chi conosce ancora un antico mestiere. C’è chi sa utilizzare un vecchio attrezzo. Altri conservano un costume, ricordano un’usanza o continuano a parlare la lingua locale.
La presenza di quasi cento figuranti rappresenta, in questo senso, una delle immagini più significative dell’edizione. La comunità si è riunita per raccontare se stessa e condividere le proprie radici con residenti e visitatori.
A settembre cresce la ricerca di esperienze autentiche
«La grande presenza di pubblico offre uno spunto di riflessione sul turismo di settembre in montagna», dichiara Monica Bertarelli, direttrice del Consorzio turistico di Sappada.
Dopo il periodo centrale dell’estate, Sappada continua ad accogliere visitatori. Tra gli elementi di interesse ci sono le temperature più fresche e i paesaggi dolomitici.
Cresce inoltre la possibilità di vivere la montagna con ritmi diversi rispetto alle settimane di maggiore affluenza. Accanto alla natura emerge anche la ricerca di esperienze autentiche.
«Incontri con le comunità locali, cultura, storia e tradizioni» sono, secondo Bertarelli, elementi capaci di raccontare l’identità di un luogo.
La direttrice del Consorzio turistico sottolinea inoltre il ruolo della manifestazione. «Il visitatore non è soltanto spettatore, ma viene accompagnato all’interno di una storia».
Bertarelli aggiunge un plauso ai figuranti e a chi sostiene l’iniziativa, rinnovandola e arricchendola di anno in anno.
Una rievocazione tra storia, identità e turismo
Il successo della quinta edizione di “C’era una volta Sappada” conferma la forza della formula. La manifestazione parte dalla storia locale per creare un’esperienza capace di coinvolgere la comunità e i visitatori.
Per i sappadini è un’occasione per riconoscersi nelle proprie radici e trasmetterle. Per gli ospiti rappresenta invece un modo per andare oltre l’immagine turistica della località.
La rievocazione permette così di scoprire l’anima di una comunità alpina dalla storia e dalla cultura peculiari.
La manifestazione è stata organizzata dall’Associazione Zepodar Sende. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con l’Associazione Plodar e il Consorzio Sappada Dolomiti Turismo. Ha inoltre ricevuto il supporto di PromoTurismo FVG.

