Duro attacco di Fratelli d’Italia contro il Comune di Udine.
La chiusura del negozio Corte Pellizzari in centro a Udine diventa terreno di scontro politico. A intervenire è Ester Soramel, coordinatrice udinese di Fratelli d’Italia, che punta il dito contro la situazione del centro storico e contro le scelte dell’amministrazione comunale, accusata di non garantire condizioni adeguate a chi lavora, investe e mantiene vive le vie cittadine.
Il caso riguarda l’attività di Nicola Bassi che, dopo cinque anni, ha deciso di lasciare il centro di Udine per proseguire a Tricesimo. Una scelta che Soramel legge come il segnale di un disagio più ampio: quello di commercianti e cittadini che da tempo denunciano difficoltà crescenti, tra calo dei passaggi, percezione di insicurezza e Ztl ritenuta penalizzante.
La chiusura del negozio e il nodo del centro storico
“Dopo 5 anni chiude il negozio Corte Pellizzari a Udine, meglio restare a Tricesimo”, afferma Soramel, collegando la decisione del titolare alla situazione del cuore cittadino.
Secondo la coordinatrice udinese di Fratelli d’Italia, il commerciante avrebbe denunciato “esattamente ciò che cittadini e commercianti ripetono da tempo: centro storico sempre più insicuro e Ztl punitiva scoraggiano chi vuole lavorare e investire”.
Nel suo intervento, Soramel richiama anche il tema del calo degli incassi: “Fatturato in calo del 30%, stessa percentuale denunciata dalle categorie economiche”. Per Fratelli d’Italia, non si tratterebbe quindi di un episodio isolato, ma di un segnale che si inserisce in una crisi più generale del commercio cittadino.
L’attacco sulle associazioni islamiche
La coordinatrice cittadina di FdI allarga poi la critica alla presenza di associazioni culturali islamiche in città. “Meglio aprire moschee, ha ragione Bassi: siamo già alla quarta con quella in via Bertaldia, dove si offrono perfino ‘consigli matrimoniali’”, dichiara Soramel.
Il riferimento è alle attività svolte all’interno di alcune realtà associative, sulle quali l’esponente di Fratelli d’Italia chiede maggiore attenzione. “Basta definirsi associazione culturale islamica e si può fare di tutto dentro, anche un consultorio abusivo, mentre ai commercianti si misura pure la sporgenza di un tavolino o di una fioriera”, aggiunge.
Parole che inseriscono la vicenda del negozio chiuso in una polemica più ampia sul rispetto delle regole, sui controlli e sulla gestione degli spazi cittadini. Soramel contrappone infatti le difficoltà vissute dalle attività economiche alle possibilità concesse, a suo dire, ad altre realtà presenti sul territorio.
Le critiche al Comune
Nel mirino dell’esponente di Fratelli d’Italia finiscono anche alcune scelte dell’amministrazione comunale. “Fa quasi sorridere amaramente che tutto ciò accada proprio mentre il Comune destina contributi extra per intrattenere d’estate i minori stranieri non accompagnati anche per ragioni di sicurezza”, sostiene Soramel.
Secondo la coordinatrice udinese di FdI, queste decisioni finirebbero per confermare il disagio denunciato da una parte della città. Il Comune, accusa, “avvalla così le ragioni dello sconforto di Bassi e degli udinesi, ma non riesce a garantire condizioni minime per chi paga tasse, crea lavoro e cerca di tenere vive le vie della città. Dovevano fare la differenza e invece fanno ‘miseria’”, conclude Soramel.
