Le opposizioni sul tema della sicurezza a Udine.
Le dichiarazioni del sindaco Alberto Felice De Toni sulla sicurezza e sui dati illustrati durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica scatenano la dura reazione delle opposizioni in Consiglio comunale. Fratelli d’Italia, Lega e Identità Civica contestano al primo cittadino di utilizzare la diminuzione dei reati denunciati per descrivere una città che, a loro giudizio, non corrisponderebbe alla realtà vissuta quotidianamente da residenti e commercianti.
Vidoni: “Il problema è reale e sotto gli occhi di tutti”
Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Luca Onorio Vidoni, definisce “fuori luogo” il tentativo del sindaco di liquidare come strumentalizzazioni le preoccupazioni emerse negli ultimi mesi.
“Leggere le dichiarazioni del sindaco De Toni sulla sicurezza lascia sorpresi – afferma Vidoni –. Se davvero ritiene che a Udine vada tutto bene significa che vive una città diversa da quella che ogni giorno raccontano i cittadini, i commercianti e i residenti dei quartieri più esposti ai fenomeni di degrado e microcriminalità”.
Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, sarebbe necessario superare quella che definisce la teoria della “sicurezza percepita”. Vidoni richiama gli episodi di spaccio, rapine, aggressioni e i frequenti interventi delle forze dell’ordine, sottolineando inoltre come numerosi cittadini rinuncerebbero a denunciare furti, danneggiamenti e altri episodi ritenuti di minore gravità.
“I numeri, da soli, non raccontano mai l’intera realtà – prosegue –. Il compito di un sindaco non è convincere i cittadini che le criticità non esistono, ma affrontarle con determinazione e mettere in campo tutte le azioni possibili per contrastarle”.
Vidoni accusa inoltre l’amministrazione comunale di aver attribuito troppo spesso le responsabilità al Governo, alle norme nazionali o ad altri livelli istituzionali. Il Comune, osserva, dispone di strumenti in materia di illuminazione pubblica, videosorveglianza, daspo urbano, presidio del territorio e controllo delle aree maggiormente problematiche. “Sono competenze che appartengono all’amministrazione comunale – conclude – e sulle quali i risultati ottenuti finora sono pari a zero”.
Laudicina: “Il sindaco utilizza i dati per autoassolversi”
Critiche anche dalla capogruppo della Lega, Francesca Laudicina, che esprime soddisfazione per la diminuzione dei reati denunciati e ringrazia le forze dell’ordine, ma contesta l’interpretazione politica fornita dal sindaco.
“Quello che non posso accettare è che il sindaco utilizzi quei dati per autoassolversi e per accusare di fare strumentalizzazioni chi continua a denunciare i problemi della città”, afferma.
Laudicina richiama l’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Trieste che ha portato allo smantellamento di una piazza di spaccio nell’area dell’ex Safau. Secondo quanto emerso dalle indagini citate dalla consigliera, l’organizzazione sarebbe stata in grado di immettere sul mercato circa 3.000 dosi di droga al giorno.
La capogruppo della Lega ricorda inoltre i controlli autogestiti organizzati dai residenti di Laipacco dopo una serie di atti vandalici, la recente rissa avvenuta su un autobus cittadino e l’esposto presentato dagli abitanti di viale Ungheria per chiedere maggiore decoro, più controlli e sicurezza.
“Sono fatti, non propaganda – sottolinea Laudicina –. Il problema non sono i dati del Prefetto e del Questore. Il problema è l’uso politico che ne fa il sindaco per raccontare una città che molti udinesi non riconoscono”.
La consigliera critica infine l’approccio di De Toni, accusandolo di affidarsi alle statistiche senza confrontarsi sufficientemente con le difficoltà vissute nei quartieri. “I cittadini non chiedono statistiche rassicuranti – conclude –. Chiedono di sentirsi sicuri. Purtroppo è proprio questa realtà che, ancora una volta, il sindaco De Toni dimostra di non voler vedere”.
Michelini: “La sera la gente esce meno per paura”
Sulla stessa linea anche Loris Michelini di Identità Civica, secondo il quale il sindaco dovrebbe prendere atto delle preoccupazioni espresse pubblicamente da numerosi cittadini. “Sinceramente non capisco come faccia De Toni a essere contento quando tanti cittadini manifestano la sofferenza vissuta quotidianamente di fronte a contesti di microcriminalità diffusa”, dichiara Michelini.
Il consigliere richiama episodi di spaccio, furti, aggressioni, rapine e truffe, sostenendo che molti fatti non verrebbero nemmeno denunciati. Una situazione che, a suo giudizio, avrebbe contribuito a diffondere un clima di paura e a ridurre la presenza delle persone nelle strade durante le ore serali.
“Vanno sicuramente ringraziate tutte le forze dell’ordine per il costante impegno in un contesto difficile come quello udinese – conclude Michelini – ma il sindaco dovrebbe prendere atto che la situazione è complicata, al di là dei numeri dei reati denunciati”.
