Venzone torna a essere uno dei luoghi simbolo della memoria del terremoto del 1976 e della lunga ricostruzione che seguì. Domenica 13 settembre, dalle 15, la sala comunale ospiterà il convegno “Ri-edificare. L’architettura ecclesiale: ristrutturazione, restauro, ricostruzione”, promosso dall’Arcidiocesi di Udine nell’ambito delle iniziative per il 50° anniversario del sisma.
L’incontro sarà dedicato in particolare alla ricostruzione e al restauro degli edifici ecclesiali, chiese, campanili, canoniche e spazi parrocchiali che per le comunità colpite rappresentavano e rappresentano ancora oggi non soltanto luoghi di culto, ma anche punti di riferimento sociali e identitari. Quella di Venzone sarà la quarta tappa di un ciclo di cinque appuntamenti promosso dall’Arcidiocesi udinese. I precedenti incontri si sono svolti a febbraio a Udine, a marzo ad Artegna e a maggio a Gemona. L’ultimo è invece in programma il 25 ottobre.
Piussi: “I friulani si ritrovarono insieme per edificare il proprio futuro”
A coordinare il convegno sarà monsignor Sandro Piussi, direttore dell’Ufficio diocesano per i beni culturali e l’edilizia di culto. Intervenendo a Radio Spazio, Piussi ha ricordato quanto gli edifici religiosi siano profondamente legati alla vita delle comunità. “Si restaura una casa quando ne ha bisogno”, ha spiegato. “Il luogo dove la comunità si riunisce ha un ‘impatto’ esistenziale sulla loro stessa vita”.
Il convegno sarà dunque anche l’occasione per tornare su quella grande stagione di ricostruzione che contribuì alla nascita del cosiddetto “Modello Friuli”, fondato sulla partecipazione delle comunità locali e sulla collaborazione tra istituzioni, amministratori, cittadini e parrocchie. “Quel tempo fu l’occasione per una prova di edilizia ‘sociale’, nel senso che i friulani si sono ritrovati insieme con i loro sindaci e i loro preti per edificare il proprio futuro”, ha sottolineato ancora Piussi.
Il terremoto distrusse 114 chiese e 41 campanili
I numeri raccontano la dimensione enorme dei danni provocati dal terremoto agli edifici religiosi. Ben 114 chiese furono ridotte in macerie, mentre altre 234 subirono gravi danni e 484 vennero catalogate come lesionate.
Pesantissimo anche il bilancio per i campanili: 41 furono distrutti, 119 gravemente danneggiati e 210 lesionati. A questi si aggiungevano i danni alle canoniche e agli altri locali utilizzati dalle parrocchie. Nel lungo percorso di ricostruzione, la Soprintendenza prese in carico 331 chiese, mentre l’Arcidiocesi di Udine ne ricostruì ex novo 57. A queste opere si aggiunsero centinaia di restauri e interventi di recupero. “Oggi abbiamo davanti un panorama di chiese dove la comunità trova casa; le case esistono se esistono comunità”, è la riflessione proposta in vista del convegno.
Il programma del convegno di Venzone
I lavori prenderanno il via alle 15 con l’intervento di monsignor Sandro Piussi. Seguiranno diversi contributi dedicati alle differenti esperienze maturate durante la ricostruzione.
Monsignor Sergio Di Giusto, direttore dell’Ufficio amministrativo diocesano, parlerà del ruolo della Chiesa udinese nel recupero dell’edilizia di culto, mentre Federico Cempella, già provveditore alle opere pubbliche e dirigente del Ministero delle Infrastrutture, affronterà il ruolo del Genio civile nella ricostruzione degli edifici religiosi.
L’architetto Alessandra Quendolo concentrerà invece il proprio intervento sulla ricomposizione del Duomo di Venzone, tra ferite, speranza e cura.
La seconda parte del pomeriggio sarà introdotta da Dania Nobile, conservatrice del Museo diocesano e Gallerie del Tiepolo di Udine. Monsignor Loris Della Pietra, direttore dell’Ufficio liturgico diocesano, proporrà una rilettura liturgica delle chiese costruite dopo il terremoto.
L’architetto Sandro Pittini metterà a confronto i casi di Gemona e Venzone, mentre Marina Sussa, archivista della Sabap Fvg, presenterà documentazione fotografica relativa ai primi interventi e ai restauri post terremoto a Venzone. A chiudere gli interventi sarà l’architetto Roberta Cuttini, funzionario della Sabap Fvg, con una riflessione sui restauri realizzati nella cittadina.
La conclusione dei lavori è prevista attorno alle 18.30. La partecipazione è libera e non richiede iscrizione. L’iniziativa è organizzata dall’Arcidiocesi di Udine con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e il patrocinio di Anci Fvg e del Comune di Venzone.

