Allarme in Alto Friuli per la pianta che provoca le ustioni

La Panace di Mantegazza si sta diffondendo anche in Friuli.

Allerta nei boschi del Friuli, dove a seguito di alcune segnalazioni è stata trovata la Panace di Mantegazza, una pianta pericolosa sia per l’uomo che per l’ambiente stesso. Dopo la prima segnalazione di un anno fa a Ovaro, vicino la chiesa di San Martino, la pianta è stata rinvenuta anche a Ravascletto e a Chiusaforte.

Un elemento che preoccupa è l’elevata invasività della Panace di Mantegazza. La dispersione dei suoi semi avviene sia a breve distanza e sia a lunga distanza. Nel primo caso perché trasportati dal vento, nel secondo si diffondono tramite l’acqua, perché possono galleggiare. Riesce a diffondersi anche tramite il pelo degli animali.

L’impatto.

Come si legge nel documento fornito da LifeASAP, progetto europeo per la riduzione delle specie aliene invasive, la presenza della Panace di Mantegazza può causare enormi rischi sia all’uomo e sia all’ambiente. La linfa, che contiene molecole fototossiche e che fuoriesce dalle foglie o dai rami spezzati, può provocare estese ustioni, danni al sistema respiratorio e, se raggiunge gli occhi, può portare persino alla cecità. Problemi anche alla biodiversità. Tra tutti, forma densi popolamenti impenetrabili e di conseguenza impedisce la crescita di altre specie.

L’importazione dalla zona d’origine.

La Panace di Mantegazza è originaria del Caucaso Occidentale, Russia e Georgia, ed è stata importata a scopo ornamentale nel 1890 dai botanici Emile Levier e Stepane Sommier con l’antroplogo Paolo Mantegazza. La situazione poi è sfuggita di mano, dai giardini privati e orti botanici si è diffusa senza controllo. Adesso si trova in boschi aperti, in ambienti semi-naturali o degradati, lungo le rive dei fiumi, bordi delle strade, ferrovie, prati e pascoli.