Il rito del Fuoco di Beleno inaugura Tempora in Aquileia.
Si è aperta ieri sera con uno spettacolo di grande impatto Tempora in Aquileia, la rievocazione storica organizzata dal Comune di Aquileia con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e di Fondazione Aquileia.
A inaugurare la manifestazione è stato il rito del Fuoco di Beleno, il dio celtico della luce e del sole, celebrato nel momento simbolico del Solstizio d’Estate. Subito dopo, la notte si è trasformata in palcoscenico con lo spettacolo del fuoco di Opera Fiammae, una performance visionaria tra teatro del fuoco, immagini, scenografie oniriche e atmosfere sospese, diretta da Anton Lumi Bonura, artista con vent’anni di esperienza nel teatro di strada.
Aquileia tra memoria e futuro
Per il sindaco Emanuele Zorino, Tempora in Aquileia non è soltanto una rievocazione, ma un modo per restituire forza e attualità all’identità della città.
“Aquileia non è soltanto un luogo della memoria – ha dichiarato il primo cittadino – è una comunità viva che continua a costruire il proprio futuro partendo dalle radici più profonde della sua storia”.
Secondo Zorino, l’evento permette di riportare alla luce l’anima della città, facendo rivivere tradizioni, culture e vicende che hanno reso Aquileia uno dei grandi crocevia della civiltà europea. Per alcuni giorni, le strade, le aree archeologiche e gli spazi pubblici tornano così a raccontare la storia di uomini e donne che contribuirono a costruire una delle città più importanti del mondo antico.
“Questo evento rappresenta molto più di una rievocazione storica – ha aggiunto il sindaco – è un investimento culturale, turistico e identitario che coinvolge enti, associazioni, volontari, famiglie e attività del territorio. È la dimostrazione che una comunità consapevole della propria storia è una comunità più forte, più attrattiva e più unita”.
Sabato tra campi storici, riti e battaglie
Quella di oggi, sabato 20 giugno, è la giornata più ricca dell’intera manifestazione. Dalle 10 si aprono i Campi Storici, con le attività didattiche nei castra, dove legionari romani e guerrieri celti accolgono i visitatori per raccontare la vita quotidiana, le tecniche di combattimento, gli usi e i rituali dell’epoca.
Nel corso della mattinata spazio anche all’Arte Gladiatoria Techné, con dimostrazioni sull’evoluzione degli armamenti, alle Danze Antiche e ai Joculatores, gli antichi intrattenitori di strada che animavano la vita pubblica e privata della Roma repubblicana.
Il pomeriggio entrerà nel vivo con la presentazione del fumetto “Torc spezzato”, il rito del Captio Virginis, che rievoca l’iniziazione di una Vestale, e la Commedia Plautina, tra teatro e satira classica. Uno dei momenti più attesi sarà il Rito del Sulcus Primigenius, la cerimonia che richiama il tracciamento del solco sacro con cui i Romani fondavano le loro città, cuore narrativo di questa edizione.
Nel tardo pomeriggio e in serata si alterneranno falconeria, simposi, spettacoli gladiatori e momenti rituali. L’Arena Gladiatoria porterà in scena il Munus “Gli Inferi in Arena”, mentre con il calare della notte la narrazione assumerà toni sempre più solenni, con l’Assemblea dei Capi Gallici, il rito propiziatorio del Druido e la cerimonia funebre In Mortem Vestalis.
Lo scontro notturno e la grande novità del 2026
Il culmine della serata sarà rappresentato da “L’Attacco dei Galli Carni”, in programma alle 22.30: uno scontro notturno tra le truppe celtiche e le legioni di Longino, con centinaia di figuranti impegnati in uno spettacolo corale pensato per chiudere la giornata in un crescendo di emozioni.
Prima della battaglia, il pubblico assisterà anche a una delle grandi novità dell’edizione 2026: la performance di Nico Gattullo, danzatore acrobatico aereo di fama internazionale. Sospeso a decine di metri di altezza su tessuti e corde, porterà in scena un numero che unirà forza, eleganza, teatralità ed effetti speciali, con figure divine chiamate simbolicamente a scrutare il tempo di Aquileia, tra passato, presente e futuro.
Domenica l’epilogo con il Senato e la battaglia finale
La giornata di domenica 21 giugno si aprirà ancora con i Campi Storici e le attività didattiche dedicate alla vita romana e celtica. In contemporanea debutterà “Aquileia tra storia e leggenda”, la presentazione del fumetto ispirato alle vicende della città antica.
Dopo le nuove dimostrazioni di arte gladiatoria, le danze e gli spettacoli dei Joculatores, il pomeriggio sarà dedicato al cuore politico della narrazione, con il Senato Romano contro i Galli. I delegati gallici porteranno davanti al Senato la loro causa contro le violenze di Longino, in un confronto tra due mondi e due diverse visioni del diritto.
Seguiranno una nuova replica della Commedia Plautina, il Rito del Sulcus Primigenius, il secondo Munus “Gli Inferi in Arena” e le dimostrazioni di falconeria. L’epilogo della manifestazione arriverà alle 19 con “La Battaglia Finale”, lo scontro conclusivo tra i Galli Carni e le truppe di Longino, dal finale inatteso.
A chiudere l’edizione 2026 saranno le Danze Antiche e l’ultimo spettacolo dei Joculatores, pensati come un congedo festoso dopo tre giorni di rievocazione, spettacolo e divulgazione.
Un museo vivente tra archeologia sperimentale e divulgazione
Per tutto il weekend i visitatori potranno immergersi nel Villaggio Celtico e nel Castrum Romano, partecipando a decine di attività didattiche dedicate all’abbigliamento romano, alle tecniche di combattimento, all’alimentazione dell’età del ferro, all’erboristeria celtica, alla forgiatura del ferro, all’arte del mosaico e dell’affresco.
Il valore della ricostruzione storica è uno degli elementi centrali della manifestazione. I campi allestiti non sono semplici scenografie, ma veri e propri musei viventi, costruiti sulla base di studi archeologici e letterari. Armi, armature, utensili e abiti vengono riprodotti con materiali e tecniche dell’epoca, dal ferro battuto al bronzo, fino a lana e lino tinti naturalmente.
Accanto alle attività didattiche, il pubblico troverà anche il Mercato dell’Artigianato Storico Ricostruttivo e gli stand enogastronomici, con sapori ispirati all’antichità. Tempora in Aquileia conferma così la sua vocazione: trasformare la divulgazione storica in un racconto vivo, accessibile e coinvolgente per visitatori di ogni età.
