Il maxi abbandono di rifiuti al parco di Campagnuzza.
Una trentina di grossi sacchi neri gettati dalla scarpata nell’area golenale del Parco naturale di Campagnuzza/Sant’Andrea-Štandrež. È l’ennesimo episodio di abbandono di rifiuti segnalato a Gorizia, in una zona già più volte finita al centro delle denunce delle associazioni ambientaliste e dei volontari.
Secondo quanto riferito dal Comitato “Amici del Parco”, da Legambiente Gorizia Aps e da Eko Štandrež, i sacchi sarebbero stati lanciati dalla sommità della scarpata di via Pola, di fronte all’ex setificio, verso l’area golenale sottostante. All’interno potrebbero esserci residui di interventi edilizi. Alcuni sacchi sono rimasti incastrati nella vegetazione, altri hanno raggiunto la base del pendio, mentre molti risultano ancora in bilico nei pressi della rete.
Il varco nella rete e l’ipotesi dello scarico dall’alto
Dalla ricostruzione fatta dalle associazioni, chi ha abbandonato i rifiuti avrebbe prima tagliato la rete di protezione, creando un varco, per poi avvicinare un mezzo alla sommità della scarpata e scaricare i pesanti sacchi verso il basso.
Una modalità che rende ora la rimozione particolarmente complicata. L’intervento, sottolineano i segnalanti, sarà infatti tecnicamente complesso e con ogni probabilità molto costoso. Una spesa che, ancora una volta, finirà per ricadere sulla collettività.
Un’area già bonificata con oltre 150mila euro di fondi pubblici
La zona non è nuova a episodi di questo tipo. La stessa area, ricordano il Comitato “Amici del Parco”, Legambiente Gorizia ed Eko Štandrež, era stata interessata negli anni scorsi da un importante intervento del Consorzio di Bonifica della Pianura Isontina, su delega della Regione, con l’asportazione di diverse tonnellate di pneumatici e rifiuti vari dal pendio della scarpata e dalla zona sottostante.
Un’operazione che, secondo quanto riferito dalle associazioni, è costata finora oltre 150mila euro, risorse pubbliche impiegate per rimediare a danni ambientali provocati da abbandoni illegali. In via Pola, aggiungono, continuano a comparire anche altri rifiuti: cassette e vasi in plastica, cumuli di malta, residui di lavorazioni edili, sacchi con rifiuti domestici e materiale talvolta nascosto in modo grossolano con fascine.
La denuncia delle associazioni
Le associazioni ambientaliste parlano di una situazione non più sostenibile. Negli anni, il Comitato “Amici del Parco”, Legambiente Gorizia ed Eko Štandrež hanno segnalato più volte il problema e, dove possibile, sono intervenuti insieme ad altre realtà di volontariato per ripulire l’area.
Tra i soggetti coinvolti nelle iniziative di pulizia vengono ricordati gli speleologi del Centro di ricerche carsiche “E. Seppenhofer”, i richiedenti asilo del Nazareno, Plastic Free, Ripuliamoci Challenge, Fridays for Future, gli Alpini dell’Ana, associazioni scoutistiche e cittadini.
Il problema, però, secondo le associazioni, non può essere affrontato soltanto con il lavoro dei volontari. “I rifiuti, una volta abbandonati, non conoscono confini”, affermano, ricordando che “i volontari non riescono a svuotare gli oceani con i secchielli”.
Chieste più prevenzione e videosorveglianza
Nel mirino delle associazioni finisce anche la mancanza di strumenti stabili di prevenzione. Per un periodo, spiegano, l’amministrazione comunale aveva installato una videotrappola nella zona, poi rimossa e destinata altrove. Una situazione analoga avrebbe riguardato anche via della Barca, altra area indicata come punto critico per l’abbandono di rifiuti inerti.
Le associazioni ricordano inoltre che sono passati oltre due mesi dalla segnalazione alla Polizia locale di una dozzina di grossi sacconi neri pieni di inerti abbandonati nei pressi dell’accesso al Parco. Nonostante una richiesta specifica, affermano, non sarebbe ancora chiaro a che punto sia l’iter per la loro rimozione.
La segnalazione inoltrata ai Carabinieri
La nuova segnalazione è stata inoltrata venerdì 19 giugno 2026 ai Carabinieri, che l’hanno trasmessa per competenza alla Stazione Forestale di Gorizia.
Duro il commento finale delle associazioni, che accusano l’amministrazione comunale di non aver dato sufficiente ascolto alle segnalazioni e ai suggerimenti dei volontari e di non aver messo in campo interventi efficaci di prevenzione e contrasto. “Ci chiediamo quante videotrappole si sarebbero potute acquistare nel corso degli anni con le risorse impegnate per la bonifica”, osservano.
Il Comitato “Amici del Parco”, Legambiente Gorizia ed Eko Štandrež annunciano provocatoriamente anche l’intenzione di organizzare una “Messa di Requiem” per il Parco di Campagnuzza, per richiamare l’attenzione degli amministratori locali su una situazione che, a loro giudizio, continua a essere sottovalutata.
