Un investimento da 1,5 milioni di euro per trasformare il Campus del Cro di Aviano in una struttura più moderna, accogliente e funzionale, capace di ospitare ricercatori, specializzandi e nuove professionalità chiamate a lavorare nell’istituto oncologico. Il progetto di rinnovamento è promosso dalla Fondazione Cro, con il sostegno del sistema industriale locale, e prevede sette mesi di lavori.
L’intervento è stato presentato oggi, venerdì 4 settembre, nella sede di Confindustria Alto Adriatico a Pordenone, alla presenza, tra gli altri, dell’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, del presidente della Fondazione Michelangelo Agrusti, del direttore scientifico del Cro Gustavo Baldassarre e del direttore generale Giuseppe Tonutti.
Lavori al via il 14 settembre
Il cantiere partirà il 14 settembre e, secondo il cronoprogramma, dovrebbe concludersi il 22 maggio. Il progetto interesserà una parte dell’edificio e degli impianti, con particolare attenzione all’efficientamento energetico, ma comprenderà anche il completo rinnovo degli arredi interni e degli spazi comuni.
Saranno rifatte le aree destinate alla ristorazione, la palestra e gli ambienti dedicati al coworking e alla condivisione. Al termine dei lavori il Campus potrà contare su 41 posti letto distribuiti in 31 camere, con l’obiettivo di offrire migliori condizioni di permanenza a chi arriverà ad Aviano per attività di ricerca, formazione e assistenza. “Il rinnovamento del Campus del Cro di Aviano è un’operazione estremamente importante perché dimostra l’esistenza di un sistema nel quale diversi soggetti, pubblici e privati, lavorano insieme per rafforzare l’attrattività di un istituto scientifico nel quale la Regione continua a investire e nel quale crede molto”, ha spiegato Riccardi.
Secondo l’assessore, infatti, “la qualità della ricerca e dell’assistenza passa anche dalla capacità di offrire ai ricercatori e agli specializzandi condizioni adeguate per vivere, formarsi e lavorare. Per questo il Campus e tutto ciò che gli sta attorno rappresentano un elemento importante di questo sistema”.
Specializzandi e Protonterapia nel futuro del Cro
Il rinnovamento del Campus viene inserito dalla Regione in un progetto più ampio di rafforzamento del ruolo scientifico e formativo del Cro. Tra i punti centrali c’è la Scuola di specializzazione in Oncologia medica, per la quale Riccardi ha ringraziato il ministro dell’Università Anna Maria Bernini e il rettore dell’Università di Udine Roberto Pinton, insieme alla prossima entrata in funzione del sistema di Protonterapia.
“Un Campus rinnovato e più attrattivo potrà diventare una struttura all’avanguardia nell’accoglienza delle nuove competenze che arriveranno al Cro”, ha aggiunto Riccardi, sottolineando come l’investimento rientri in “una strategia più ampia, che punta a consolidare il ruolo dell’istituto come Irccs e a rafforzarne la capacità di attrarre professionalità e competenze”.
Particolare attenzione è stata dedicata proprio alla Protonterapia, tecnologia utilizzata nel trattamento di alcune patologie oncologiche. “È uno dei sistemi di ultima generazione disponibili nel campo della terapia oncologica e l’unico, dei cinque in Italia, installato in una struttura pubblica”, ha ricordato l’assessore. “È un esempio concreto di quale sia la nostra idea di sanità pubblica: una sanità capace di innovare, di investire in tecnologie e ricerca e di mantenere elevati livelli di qualità”.
Allo studio una nuova Scuola di specializzazione
La Regione sta inoltre valutando la possibilità di attivare ad Aviano una seconda Scuola di specializzazione, dedicata alla Radioterapia, una volta diventato operativo il sistema di Protonterapia. “Stiamo lavorando sull’ipotesi di una seconda Scuola di specializzazione, in Radioterapia”, ha annunciato Riccardi. “Sono tutti tasselli di un’unica strategia: rafforzare la dimensione scientifica, formativa e sanitaria dell’Istituto, mantenendone il ruolo di riferimento nazionale e internazionale”.
L’assessore ha infine ricordato che nel Friuli occidentale, territorio con poco più di 300 mila abitanti, sono presenti cinque strutture ospedaliere, tra cui proprio il Cro con la qualifica di Irccs. L’obiettivo, ha spiegato, è mantenere gli standard necessari a tutelarne il ruolo scientifico senza mettere le diverse realtà sanitarie del territorio in competizione tra loro.
“Gli investimenti non possono essere letti attraverso una logica di contrapposizione territoriale: dobbiamo costruire un sistema nel quale ogni struttura possa esprimere al meglio la propria funzione”, ha concluso Riccardi, invitando a “superare campanilismi e piccole competizioni territoriali e lavorare con una visione complessiva del sistema sanitario regionale”.

