Momenti di tensione davanti a una scuola secondaria di primo grado a Trieste, dove un adolescente ha aggredito uno studente e una docente prima di fuggire in scooter. L’episodio è avvenuto martedì attorno alle 14, all’uscita degli alunni dall’istituto. Secondo quanto ricostruito, il giovane avrebbe avvicinato un coetaneo iniziando a insultarlo e minacciarlo davanti agli altri studenti presenti. Poco dopo sarebbe scattata l’aggressione fisica.
La professoressa interviene e viene colpita
Durante il parapiglia, un altro ragazzo avrebbe tentato di fermare l’aggressore. Anche una professoressa è intervenuta per cercare di riportare la calma e proteggere lo studente coinvolto. La docente, però, sarebbe stata colpita a sua volta dall’adolescente. Sia l’alunno sia l’insegnante sono stati accompagnati al pronto soccorso. Fortunatamente, secondo le prime informazioni, nessuno dei due avrebbe riportato ferite gravi.
La fuga in scooter senza targa
Dopo l’aggressione, il giovane si è allontanato rapidamente in sella a uno scooter privo di targa, facendo perdere le proprie tracce. Sul caso stanno ora indagando i carabinieri, che stanno raccogliendo testimonianze e visionando eventuali immagini delle telecamere presenti nella zona per identificare il responsabile.
Secondo quanto riporta Il Piccolo, il presunto aggressore non sarebbe uno studente né un ex alunno della scuola. Gli investigatori valutano l’ipotesi che possa appartenere a gruppi locali di maranza già noti in città.
La nota del Coordinamento nazionale docenti.
Sull’episodio è intervenuto anche il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, che ha espresso “profonda preoccupazione” per quanto accaduto davanti alla scuola superiore di Trieste.
Nella nota, il Coordinamento sottolinea come l’aggressione non possa essere considerata soltanto un fatto di cronaca o di ordine pubblico, perché colpisce direttamente il mondo della scuola e il suo ruolo educativo. Secondo i docenti, episodi simili evidenziano un crescente disagio adolescenziale e la diffusione di dinamiche violente legate ai gruppi giovanili.
Per questo motivo viene chiesto al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, di promuovere un piano nazionale permanente di educazione alla convivenza democratica e alla gestione del conflitto, coinvolgendo scuole, psicologi, educatori e territori più fragili.
