L’80enne friulano interrogato nell’ambito delle indagini sui “cecchini a Sarajevo”.
È stato interrogato per poco più di un’ora negli uffici della Procura della Repubblica di Milano l’80enne ex camionista di San Vito al Tagliamento, indagato come uno dei presunti “cecchini del weekend” a Sarajevo negli anni ’90. Secondo quanto riporta l’Ansa, l’uomo ha respinto ogni accusa, negando di aver ucciso civili e di essere mai stato nella città bosniaca.
L’interrogatorio
Interrogato dai pubblici ministeri, l’80enne ha risposto a tutte le domande con un secco: “Non è vero, non è vero nulla”. Alla domanda se fosse mai stato a Sarajevo, l’ex camionista avrebbe ribadito di no. All’uscita dal Palazzo di Giustizia, l’uomo non ha rilasciato dichiarazioni ai giornalisti. Ha parlato invece il suo avvocato, Giovanni Menegon, che ha confermato la “totale estraneità alle accuse” del cliente.
“Il mio assistito ha risposto alle domande dei pm, ribadendo la sua assoluta estraneità ai fatti – ha spiegato Menegon –. Confida che la magistratura, aldilà del clamore mediatico, verifichi e accerti la sua innocenza“. In precedenti interviste a quotidiani locali, l’80enne aveva precisato di essere stato in Bosnia solo per motivi di lavoro, sostenendo che alcuni suoi racconti fossero stati ingigantiti dai testimoni.
La vicenda giudiziaria
L’indagine riguarda episodi avvenuti durante il conflitto in Jugoslavia, tra il 1992 e il 1995. Secondo l’accusa, l’uomo farebbe parte dei cosiddetti “cecchini del weekend”, un gruppo che, a quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe partecipato a cosiddetti “safari umani” a Sarajevo, uccidendo civili tra cui donne, bambini e anziani.
L’inchiesta è partita nel 2025 a Milano dopo un esposto dello scrittore Ezio Gavazzeni. Gli inquirenti cercano di ricostruire i presunti viaggi che coinvolgevano ricchi imprenditori e professionisti provenienti da Lombardia, Piemonte e Friuli Venezia Giulia, che partivano da Trieste per recarsi sulle colline attorno a Sarajevo.




