Controlli serrati nel settore agricolo in provincia di Pordenone, dove i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL), con il supporto dell’Arma territoriale, hanno portato alla luce irregolarità rilevanti sul fronte del lavoro e della sicurezza. Il bilancio delle verifiche parla di due sospensioni di attività imprenditoriali, tre lavoratori impiegati in nero e sanzioni complessive superiori ai 50mila euro.
Le ispezioni hanno interessato diverse aziende agricole del territorio, con particolare attenzione al rispetto delle normative giuslavoristiche e delle disposizioni in materia di tutela della salute nei luoghi di lavoro.
Due aziende sospese per lavoro nero
A seguito degli accertamenti, i militari hanno disposto la sospensione dell’attività per due ditte con sede nei comuni di Valvasone e San Martino al Tagliamento, dove è stata riscontrata la presenza di tre lavoratori non regolarmente assunti. Irregolarità diffuse sono emerse anche in altre cinque aziende agricole controllate di Sesto al Reghena, Fiume Veneto e San Giorgio della Richinvelda.
In questi casi sono state contestate numerose violazioni legate alla sicurezza sul lavoro. Tra le principali criticità la mancata formazione dei dipendenti, l’assenza di sorveglianza sanitaria, la mancata nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) e l’inosservanza delle misure obbligatorie in materia di antincendio, primo soccorso ed evacuazione.
Sanzioni per oltre 50mila euro
Complessivamente, le sanzioni amministrative e le ammende elevate superano i 50mila euro, a conferma della gravità delle irregolarità riscontrate durante i controlli.
L’attività dei Carabinieri del NIL proseguirà anche nelle prossime settimane con ulteriori verifiche sul territorio, con l’obiettivo di contrastare il lavoro sommerso e garantire condizioni di sicurezza adeguate per tutti i lavoratori impiegati nel comparto agricolo.
