Colpito al volto e alla testa e poi vittima di un tentativo di soffocamento: sono questi i primi risultati dell’autopsia eseguita sul corpo di Marius Adrian Dorobantu, 59 anni, nell’ambito dell’indagine per omicidio avvenuto a Porcia il 29 maggio.
Lo riporta l’Ansa, secondo cui l’esame autoptico, effettuato dal medico legale Antonello Cirnelli, avrebbe evidenziato una serie di percosse violente al volto e alla testa, oltre al tentativo di impedire alla vittima di respirare comprimendo naso e bocca.
Secondo quanto emerge dagli accertamenti, l’uomo sarebbe riuscito inizialmente a liberarsi dalla presa dell’aggressore e ad allontanarsi per pochi metri, prima di essere nuovamente raggiunto e colpito alla testa. La morte sarebbe sopraggiunta pochi istanti dopo, poco distante dal vialetto dell’abitazione, a causa delle lesioni riportate durante l’aggressione.
Per l’omicidio è stato arrestato e si trova in carcere l’ex compagno della figlia della vittima, Fabrizio Barberini, 50 anni, dalla quale la donna era in fase di separazione. La vicenda di Porcia, secondo quanto ricostruito, si sarebbe sviluppata in un clima familiare caratterizzato da gelosia, controlli e tensioni crescenti, fino all’episodio che gli inquirenti indicano come decisivo: il ritrovamento di un AirTag, dispositivo Gps che sarebbe stato nascosto all’interno dell’auto della donna.
Marius Adrian Dorobantu era arrivato dalla Romania per raggiungere la figlia e aiutarla nella gestione dei bambini. Negli ultimi mesi, la sua presenza si sarebbe però trasformata anche in un sostegno diretto alla donna, affiancandola in una fase sempre più complessa della separazione in corso.
