Terremoti in Carnia, l’esperto assicura: “Nessun pericolo. Difficili scosse più intense”

L’evoluzione della sequenza è in corso.

Negli ultimi giorni, la zona della Carnia, e in particolare quella di Tolmezzo, è tornata a tremare. Ogni volta che si avverte una scossa, compare inevitabilmente il fantasma del sisma del 1976, ma bisogna andare cauti con gli allarmismi e capire bene la situazione. 

“L’evoluzione della sequenza è in corso”, ci spiega Gianni Bressan, ricercatore dell’Istituto nazionale di oceanografica e geofisica sperimentale (Ogs) di Trieste.

Per il momento, comunque, le repliche generate sono poche. “Il tasso di sismicità nell’area tolmezzina – prosegue Bressan – è moderatamente aumentata negli ultimi due anni” ma non in un modo tale da piombare nell’allarmismo. Anche perché, come indicano gli ultimi eventi sismici, incluso quello di poche ore fa, l’intensità della magnitudo è in calo. Ciò non toglie, comunque, che la situazione viene monitorata costantemente.

Potrà però arrivare una scossa più intensa, nei prossimi giorni? “La probabilità è bassa, del 10% circa” conferma il ricercatore. Che ci ricorda comunque l’episodio del terremoto del 1788, sempre in Carnia, che provocò danni rilevanti: la magnitudo stimata fu di circa 5.2. Altra epoca, ma utile comunque per comprendere come anticipare, il più possibile, eventuali problemi. 

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