Nuova ondata di truffe ai danni degli anziani nel territorio pordenonese. Nella giornata di lunedì 20 aprile 2026, a partire dalle ore 13, si sono registrati ben 12 tentativi di raggiro concentrati nell’arco di poche ore: undici non sono andati a buon fine, mentre uno purtroppo è stato portato a termine.
Il falso carabiniere e la scusa della targa clonata
Il copione utilizzato dai truffatori è stato, ancora una volta, lo stesso. Le vittime sonos state contattate telefonicamente da un sedicente carabiniere che segnalava una presunta rapina in gioielleria. Secondo il racconto, i malviventi sarebbero fuggiti a bordo di un’auto con targa clonata, risultata intestata alla vittima o a un suo familiare.
Per “chiarire la posizione” ed evitare conseguenze legali, agli anziani è stato chiesto di raccogliere tutti i preziosi presenti in casa e consegnarli a un incaricato che si sarebbe presentato di lì a poco per una verifica.
Il comune maggiormente interessato è stato Porcia, dove si sono registrati sei tentativi. A San Vito al Tagliamento si sono verificati tre episodi, uno dei quali purtroppo riuscito. Due segnalazioni sono arrivate anche da Cordenons, una Zoppola e Aviano.
L’unico raggiro riuscito
L’episodio andato a segno si è verificato proprio a San Vito al Tagliamento, intorno alle 14. Vittima una coppia di 65 e 64 anni. Con uno stratagemma, i truffatori sono riusciti ad allontanare il marito dall’abitazione, sempre con il pretesto legato alla targa dell’auto.
Rimasta sola, la donna è stata convinta a consegnare a un uomo, presentatosi alla porta, un sacchetto contenente tutti i gioielli in suo possesso. Il valore della refurtiva è ancora in fase di quantificazione.
Fondamentale la prevenzione: l’appello dei carabinieri.
Negli altri undici casi, i tentativi non sono andati a buon fine grazie alla prontezza degli anziani, sempre più consapevoli di queste dinamiche. Un risultato che, sottolineano i militari, è anche frutto delle campagne di sensibilizzazione promosse dall’Arma dei Carabinieri, attraverso incontri informativi organizzati in parrocchie, centri anziani e sale comunali.
Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Pordenone ribadisce con forza che nessun appartenente all’Arma chiede denaro o gioielli ai cittadini. In presenza di telefonate sospette è fondamentale interrompere immediatamente la conversazione e contattare il numero unico di emergenza NUE 112. L’invito è a mantenere alta l’attenzione e a segnalare qualsiasi episodio sospetto, per contrastare un fenomeno che continua a colpire soprattutto le fasce più fragili della popolazione.
