Nel primo trimestre del 2026 il valore delle esportazioni delle imprese del Friuli Venezia Giulia si è attestato a circa 4 miliardi di euro, contro i 6,2 miliardi registrati nello stesso periodo del 2025. La diminuzione è stata pari a 2,2 miliardi di euro, corrispondente a una flessione del 35,4%, il dato più negativo tra tutte le regioni italiane.
A livello nazionale, nello stesso periodo, l’export ha invece segnato una crescita dell’1,3%. Nel Nordest si è registrata una contrazione del 2,4%, risultato di andamenti differenti tra i territori: Trentino-Alto Adige a -1,6%, Emilia-Romagna a +0,2% e Veneto a +5,1%, unica regione dell’area a mostrare un saldo decisamente positivo grazie al contributo della cantieristica navale della provincia di Venezia. I dati emergono da una rielaborazione delle statistiche Istat effettuata dal ricercatore dell’Ires Fvg Alessandro Russo.
Anche sul fronte delle importazioni il Friuli Venezia Giulia ha evidenziato una sensibile diminuzione, pari al 9,6%. Di conseguenza si è ridotto in modo significativo l’avanzo commerciale regionale, passato dai 3,6 miliardi di euro dei primi tre mesi del 2025 agli attuali 1,7 miliardi.
Determinante il peso della cantieristica navale
Alla base del forte arretramento dell’export regionale vi è l’andamento della cantieristica navale, settore caratterizzato da una marcata variabilità delle vendite estere nel tempo. Il risultato non è quindi riconducibile a difficoltà strutturali del comparto, ma alla natura stessa delle commesse e delle consegne.
Nel primo trimestre del 2025 le esportazioni di navi e imbarcazioni avevano infatti superato i 2,2 miliardi di euro. Nei primi mesi del 2026, invece, il valore delle vendite estere del settore si è quasi azzerato, fermandosi a 6,6 milioni di euro. Al netto della cantieristica navale, l’export del Friuli Venezia Giulia avrebbe mostrato una dinamica positiva, con una crescita dell’1,2%, sostanzialmente in linea con l’andamento nazionale.
Crescono siderurgia, alimentare ed elettronica
Tra i principali comparti di specializzazione dell’economia regionale, i risultati migliori sono arrivati dalla siderurgia, che comprende metalli di base e prodotti in metallo, con un incremento del 5,5%.
Segno positivo anche per il settore alimentare e delle bevande, che ha registrato una crescita del 3,8%, e per il comparto dei computer, degli apparecchi elettronici e ottici, che ha messo a segno un aumento del 16%. Andamento opposto per la meccanica strumentale, in calo del 2,9%, per il settore del mobile, che ha perso il 6,4%, e per gli apparecchi elettrici, che hanno registrato una flessione del 13,6%.
Trieste trascina il dato negativo regionale
Dal punto di vista territoriale, il forte ridimensionamento della cantieristica navale è attribuibile interamente alla provincia di Trieste, che registra il peggior risultato regionale con una contrazione del 72,1%.
Anche la provincia di Udine chiude il trimestre in territorio negativo, con un calo del 7,8%, mentre Pordenone limita le perdite a un più contenuto -1,8%. L’unica provincia a mostrare una crescita delle esportazioni è Gorizia, che segna un incremento del 7,6%. A sostenere il risultato sono state soprattutto le vendite di macchinari, apparecchiature elettriche, componenti elettronici e mobili, categoria che comprende anche le sedie.
Germania e Stati Uniti in forte calo, bene Austria e Slovenia
Le oscillazioni tipiche della cantieristica navale si riflettono anche nell’andamento dei principali mercati esteri di destinazione. Le esportazioni verso la Germania hanno registrato una diminuzione del 65,7%, dato influenzato dalla nazionalità degli armatori coinvolti nelle commesse navali.
Ancora più marcato il calo verso gli Stati Uniti, dove le vendite estere sono diminuite dell’82,7%. Anche la Francia presenta un saldo negativo rispetto al primo trimestre del 2025, con una flessione del 6,8%.
In controtendenza risultano invece Austria, Slovenia, Regno Unito e Ungheria. L’export verso l’Austria è cresciuto dell’8,7%, mentre la Slovenia ha registrato un incremento del 17,9%. Positivi anche i risultati del Regno Unito, a +7,8%, e dell’Ungheria, che mette a segno la crescita più consistente tra i principali mercati di riferimento con un aumento del 38,7%.
