Ventiquattro anni dopo lo sfregio, un altro pezzo di storia e di devozione ritrova la sua collocazione originaria. Torna finalmente a casa la tela dell’”Assunzione della Vergine Maria”, la pala d’altare dipinta nel 1851 dall’artista Giuseppe Pappini, rubata nella notte tra l’1 e il 2 maggio 2002 dall’Abbazia di Santa Maria in Silvis.
Un recupero straordinario, firmato dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri, che ha rintracciato l’opera oltreoceano, negli Stati Uniti d’America. La cerimonia ufficiale di riconsegna è fissata per oggi, martedì 26 maggio alle ore 18:00, proprio all’interno della cornice dell’Abbazia, dove i militari consegneranno formalmente il dipinto alla comunità.
L’orgoglio del Comune: «Curata una ferita che ha colpito l’intera comunità»
L’Amministrazione comunale di Sesto al Reghena, che ha supportato l’iter burocratico mettendo a disposizione la propria rete di contatti istituzionali, ha espresso profonda commozione e soddisfazione per il traguardo.
Il sindaco, Zaida Franceschetti, ha voluto sottolineare il valore identitario di questo ritorno: “Siamo davvero felici per il ritorno della pala a Sesto al Reghena: si rimargina così quella ferita provocata dal furto di ventiquattro anni fa. Uno sfregio che ha colpito non solo l’Abbazia ma anche tutta la comunità, che prova per il suo patrimonio artistico e di fede un forte sentimento identitario”.
“Ringraziamo l’Abate per la sua costante azione nella conservazione del patrimonio dell’Abbazia e anche per il suo ripristino, nonché l’Arma dei Carabinieri e il suo Nucleo Tutela Patrimonio Culturale per aver rintracciato l’opera e averla riportata da noi, alla pari delle altre due tele del Settecento già riconsegnate nel 2025″.
“Dal canto nostro – ha aggiunto l’assessore alla Cultura, Elisa Coassin -, abbiamo fattivamente collaborato in questa fase di gestione del rientro attraverso la nostra rete di contatti istituzionali, interessandoci per il completamento di questa importante restituzione. Ora Sesto al Reghena ha un motivo in più per essere visitata, grazie alla ricomposizione delle sue ricchezze artistiche e di fede che sono anche motivo di richiamo turistico nel cuore del borgo”.
Dalle Fiandre al Texas: la lunga caccia al tesoro della “Santa Maria in Silvis”
Quello consumato nel maggio del 2002 fu un vero e proprio saccheggio: i ladri riuscirono a portare via dall’Abbazia ben 28 opere d’arte, tra cui reperti lapidei, tele e preziosi affreschi strappati. Da allora le indagini dei Carabinieri dell’Arte non si sono mai fermate.
Una prima svolta arrivò nel 2017 nei Paesi Bassi, quando i militari individuarono nel catalogo online di un antiquario olandese due tele della seconda metà del Settecento firmate dal pittore friulano Biagio Cestari. Dopo un complesso iter giudiziario internazionale, quelle prime due opere (“Sant’Andrea e i santi Pietro, Giovanni Battista e Valentino” e l’altra “Madonna Immacolata e i santi Francesco di Paola, Girolamo eremita, Eurosia martire e Martino vescovo”) fecero finalmente ritorno a Sesto nell’aprile del 2025.
Proseguendo nelle indagini, i Carabinieri scoprirono la pala del Pappini a Dallas, in Texas, nel 2020. L’opera è rientrata fisicamente in Italia il 28 maggio 2024, inserita in un maxi-rimpatrio di oltre 600 pezzi d’arte sequestrati negli Stati Uniti. Una volta completate le formalità burocratiche e ottenuto il definitivo dissequestro da parte delle autorità giudiziarie italiane, la tela ha potuto finalmente riprendere la strada verso il Friuli.

