Lorenzo Giacomuzzi Moore aveva 90 anni.
Udine perde uno dei suoi protagonisti più riconoscibili nel panorama dell’architettura contemporanea. È scomparso Lorenzo Giacomuzzi Moore, autore di alcune tra le opere che hanno segnato in modo indelebile il volto della città e dell’intero Friuli Venezia Giulia. La sua firma resta impressa su edifici simbolo come lo Stadio Friuli e il Teatro Nuovo Giovanni da Udine, diventati nel tempo punti di riferimento non solo urbanistici ma anche identitari.
Nato l’8 dicembre 1935 a Treviso, trascorse l’infanzia a Mirano, mantenendo per tutta la vita un legame profondo con il territorio veneto. Negli ultimi trent’anni aveva scelto di vivere tra Udine e Mirano, dove le sue ceneri saranno tumulate nella cappella di famiglia. Le esequie si sono svolte giovedì 19 febbraio con una cerimonia privata nella sala del commiato della casa funeraria Marchetti, alla presenza dei familiari e degli amici più stretti.
Dallo Stellini al Politecnico di Milano
Studente del liceo classico Stellini di Udine, negli anni della formazione abitò in via Marinoni, in una casa progettata da Angelo Masieri, altro nome di rilievo dell’architettura cittadina. Dopo la laurea al Politecnico di Milano, trascorse un periodo a Londra prima di rientrare a Udine, dove iniziò a collaborare con Gino Valle.
Il sodalizio professionale con l’ingegnere Giuliano Parmegiani segnò una svolta decisiva. Dalla loro collaborazione nacquero progetti destinati a diventare icone: lo Stadio Friuli, il cui progetto originale risale al 1972, e successivamente il Teatro Nuovo Giovanni da Udine, il “Teatrone” come viene chiamato dai friulani.
Accanto alle grandi architetture pubbliche, Giacomuzzi Moore ha progettato anche gli ospedali di Latisana e Palmanova, contribuendo in modo concreto allo sviluppo infrastrutturale del territorio. Nel suo curriculum figurano inoltre la farmaceutica Rinaldi, l’area del Partidor e numerose abitazioni private.




