Addio a Vittorio Foramitti, l’architetto che ha dedicato la vita al recupero del Friuli

Vittorio Foramitti stava lavorando al recupero del Castello di Monte Albano.

Profonda tristezza all’Università di Udine e del rettore Angelo Montanari per l’improvvisa scomparsa di Vittorio Foramitti, udinese, professore di restauro dell’architettura del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale. In precedenza aveva operato al Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura.

Studioso e professionista appassionato in un ambito, quello del restauro architettonico, che amava esercitare soprattutto nel suo Friuli, Foramitti lascia un ricordo profondo nel mondo accademico e culturale regionale. La sua ultima fatica, che non potrà vedere realizzata, è stato il cantiere di recupero del Castello di Monte Albano su progetto della Regione Friuli Venezia Giulia.

Umanità, affidabilità, gentilezza, generosità, altruismo e amore per le parole che diventano fatti: Foramitti era un punto di riferimento per studenti e colleghi. Dal 2024 aveva anche contribuito con entusiasmo e competenza all’organizzazione di Collega-menti, il festival dell’Ateneo friulano.

Il ricordo del Dipartimento di Studi umanistici

«Studioso appassionato e docente entusiasta, persona affabile, aperta al dialogo e sempre disponibile a collaborare – ricorda la direttrice del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale, Linda Borean – Vittorio ha saputo mettersi al servizio del Dipartimento, dei colleghi e degli studenti. Era infatti anche il referente degli spazi dipartimentali. Ci mancheranno moltissimo il suo umorismo, le battute fulminee, ma soprattutto la profonda sensibilità e umanità. È stato un dono averlo con noi».

Il cordoglio del Dipartimento Politecnico

«Il Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura – sottolinea il direttore Alessandro Gasparetto – esprime profondo cordoglio per la scomparsa del professor Vittorio Foramitti, dal 2005 figura storica della Facoltà di Ingegneria e successivamente del Dipartimento. Nel corso della sua carriera presso la ex Facoltà di Ingegneria, l’impegno didattico e di ricerca del professor Foramitti si è distinto per il forte legame con il territorio, con attività inerenti alle tematiche del restauro degli edifici storici, in particolare dei castelli della regione Friuli Venezia Giulia. In tale ambito ha lasciato un’impronta duratura e il suo ricordo permane ancor oggi fra i colleghi e gli ex studenti».

Una vita dedicata al restauro architettonico

Dopo la laurea in Architettura a Venezia, nel 1990, con una tesi in restauro architettonico, Foramitti ha esercitato l’attività professionale prevalentemente nel settore del restauro architettonico. Nel 2002 ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in conservazione dei beni architettonici all’Università di Napoli “Federico II”.

Dal 2003 è stato docente a contratto alle Università Iuav di Venezia e di Udine, dove è diventato ricercatore nel 2005. Da allora ha tenuto corsi e laboratori di restauro architettonico nei corsi di studio in Architettura ed è stato relatore di più di duecento tesi fra triennali e magistrali fino al 2020, anno in cui è diventato docente dei corsi di conservazione e restauro nei corsi di studio in Conservazione dei beni culturali e in Storia dell’arte.

Gli studi sui castelli e sulla tutela dei monumenti

È stato presidente della sezione regionale dell’Istituto italiano dei castelli dal 1996 al 2005 e presidente del Consiglio scientifico nazionale dal 2014 al 2020. La sua principale attività di ricerca è stata la teoria e la prassi del restauro architettonico nell’Ottocento.

In particolare, in Friuli Venezia Giulia ha studiato gli interventi realizzati dalle istituzioni italiane e austriache e i personaggi coinvolti, fra i quali Riegl, Dvorak, Cavalcaselle e Valentinis.

Su questi temi ha pubblicato “Tutela e restauro dei monumenti in Friuli Venezia Giulia, 1850-1915”, “Il Tempietto longobardo nell’Ottocento”, “The Central commission in North-Eastern Italy: protagonists and restorations in Friuli and Küstenland, 1853–1918”. Ha approfondito anche il tema della nascita della disciplina nella Francia dell’Ottocento con la pubblicazione “Jean-Philippe Schmit. Alle origini della conservazione e Chartres, 1836-1841: la ricostruzione della copertura in ferro e ghisa”.

Aquileia, paesaggio e architetture fortificate

Foramitti ha collaborato anche agli studi su Aquileia e sul suo patrimonio archeologico e museale nell’ambito della ricerca “Aquileia: progetto memoria”, i cui risultati sono stati pubblicati in “Per Aquileia. Realtà e programmazione di una grande area archeologica”.

Altro campo di interesse ha riguardato lo studio, la conservazione e il riuso delle architetture fortificate e il loro rapporto con il paesaggio. Su questo argomento ha pubblicato, fra gli altri, il saggio “Paesaggi di guerra e geografia militare in Friuli Venezia Giulia” e ha partecipato alla redazione del Piano paesaggistico regionale nel gruppo di lavoro dell’Ateneo friulano.

I restauri e l’ultimo cantiere al Castello di Monte Albano

Nel corso della sua carriera ha inoltre collaborato alla progettazione e alla direzione dei lavori di restauro di diversi edifici vincolati, fra i quali l’ex convento di San Francesco e l’ex convento dei Domenicani a Pordenone, Palazzo Caiselli a Udine e, come co-direttore operativo dei lavori, il Castello di Monte Albano.

Proprio quel cantiere rappresentava una delle sue ultime sfide professionali, legata ancora una volta al recupero del patrimonio storico e architettonico del Friuli Venezia Giulia.