Una campana in vetta, un voto e una storia che attraversa un secolo. Il 19 settembre 1926 un gruppo di alpinisti portò sulla cima del Campanile di Val Montanaia una campana destinata a ricordare gli alpinisti caduti sulle Dolomiti. Cento anni dopo, sabato 19 settembre 2026, il CAI Pordenone tornerà in Val Montanaia per celebrare quell’anniversario e farla risuonare dalla vetta.
La campana nata da un voto
L’idea era nata l’anno precedente da Severino Casara, dopo una notte di sopravvivenza in solitaria sulla parete nord del Campanile. Gli amici decisero di regalargli una campana per la laurea e fu Ferdinando Stefani a occuparsi della fusione e a promuoverne la posa in cima alla montagna.
La campana venne fusa a Padova e benedetta nella Basilica di Sant’Antonio. Porta inciso l’esametro latino “Audentis resonant per me loca muta triumpho” ed è dedicata alla memoria di tutti gli alpinisti caduti sulle Dolomiti.
Tra i protagonisti della salita del 1926 ci furono anche alcuni nomi destinati a segnare la storia dell’alpinismo italiano. C’erano Ettore e Bruno Castiglioni, Antonio Berti e i fratelli Fanton, insieme ai pordenonesi Raffaele Carlesso, allora giovane protagonista dell’alpinismo sulle Dolomiti, Francesco Maddalena e Renzo Granzotto.
Cento anni dopo, il rintocco dalla vetta
Sabato 19 settembre saranno alcune cordate di alpinisti della Scuola Val Montanaia del CAI Pordenone a raggiungere la vetta per far risuonare la campana. Il momento centrale è previsto tra le 11 e le 12, mentre al Belvedere 2 la salita sarà accompagnata da letture dedicate ai racconti dell’epoca e dalla performance musicale del fisarmonicista Paolo Forte.
L’appuntamento non sarà però soltanto in quota. Alle 13 il programma proseguirà al Rifugio Pordenone con i saluti delle autorità e un brindisi per il centenario. A seguire sarà inaugurata la mostra fotografica “Scatti d’Epoca”, con materiali storici e immagini d’archivio legate al Campanile e alla sua campana.
La montagna come luogo di memoria
“Quella campana nacque da un voto personale e da un’amicizia, non da una celebrazione”, dichiara il presidente del CAI Pordenone Alleris Pizzut. “Ritrovarci oggi con lo sguardo rivolto a quel Campanile di roccia significa tenere fede allo stesso spirito: la montagna come luogo di memoria e di legami che durano cento anni”.
La giornata è aperta a soci, appassionati e cittadini. Il ritrovo è alle 9 al Rifugio Pordenone, in Val Cimoliana. Per le attività al Belvedere e al Rifugio non è richiesta la prenotazione. L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio della Magnifica Comunità di Montagna Dolomiti Friulane, Cavallo e Cansiglio.

