Dall’AI al metano verde: gli 11 progetti di Uniud per il futuro delle imprese friulane

Innovazione in Friuli: i progetti Inest dei ricercatori UniUd.

Undici progetti di ricerca, quasi mezzo milione di euro di investimenti e il coinvolgimento di 36 ricercatori, compresi 11 coordinatori: sono i numeri dell’iniziativa sviluppata in un anno da giovani ricercatori dell’Università di Udine nell’ambito di iNEST, l’ecosistema dell’innovazione del Friuli e del Nord Est finanziato dal Pnrr. I progetti spaziano dalla transizione verde e digitale della manifattura avanzata alle innovazioni per gli ecosistemi montani, dalla trasformazione sostenibile dell’architettura e delle città all’agroalimentare intelligente, con potenziali ricadute dirette sul sistema produttivo regionale.

Le progettualità sono state illustrate nella Torre di Santa Maria di Palazzo Torriani a Udine, durante un incontro organizzato dall’Ateneo friulano in collaborazione con Confindustria Udine. Coinvolti tre dipartimenti: Politecnico di ingegneria e architettura, Scienze agroalimentari, ambientali e animali, Scienze matematiche, informatiche e fisiche.

Ecosistemi montani e gestione sostenibile

Due i progetti dedicati alle innovazioni per gli ecosistemi montani. Il primo, intitolato “Sviluppo e implementazione di un plugin Gis open source a supporto della progettazione idrologica e idraulico-forestale nei bacini montani”, ha sviluppato uno strumento operativo gratuito per favorire pratiche basate su dati oggettivi nella gestione dei bacini idrografici. Il progetto è stato realizzato da Eleonora Maset e Sara Cucchiaro del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura.

Il secondo progetto, “Monitoraggio in tempo reale del valore nutrizionale di prati e pascoli alpini mediante spettrometro Nir portatile”, mira a fornire informazioni immediate sul valore nutrizionale dei pascoli alpini per migliorare la gestione delle superfici e la qualità dei foraggi. La ricerca è stata condotta da Alberto Romanzin e Anita Cabbia del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali.

Transizione verde e digitale per la manifattura avanzata

Cinque i progetti dedicati alla manifattura avanzata. “MaCaCO2 – Materiali per cattura e conversione di CO2” affronta la decarbonizzazione dei processi industriali attraverso la cattura dell’anidride carbonica e la sua conversione in metano sintetico. Il progetto è di Giovanni Capurso e Andrea Braga del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura.

“Integrazione tra runtime verification e machine learning” (Entail) propone soluzioni per l’anticipazione dei guasti industriali e il supporto alle decisioni combinando intelligenza artificiale e interpretabilità. La ricerca è stata sviluppata da Luca Geatti, Andrea Brunello, Nicola Saccomanno, Silvia Zottin e Lorenzo Bazzana del Dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche.

Il progetto “Approcci avanzati di intelligenza artificiale e visual reasoning per la robotica collaborativa” (AI4CR) lavora sulla comunicazione tra operatore umano e robot tramite linguaggio naturale. La ricerca è condotta da Lorenzo Scalera e Franci Rrapi del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura, insieme a Beatrice Portelli e Giuseppe Serra del Dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche.

“Studio di sistemi per la manifattura intelligente e materiali innovativi per la manifattura additiva” analizza sistemi di monitoraggio industriale, fresatura robotica e materiali per la stampa 3D. Il progetto è di Federico Scalzo, Alessandra Bordon, Erica Billè e Massimiliano Ceppi del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura.

Il quinto progetto, “Trattamenti superficiali su materiali metallici per applicazioni biomediche ed ecosostenibili”, studia componenti biomedicali innovativi e materiali per il futuro trasporto di idrogeno. La ricerca è stata condotta da Matteo Zanocco, Franco Furlani e Francesco Sordetti del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura.

Architettura, città e territorio

Due i progetti dedicati alla trasformazione sostenibile dell’architettura e delle città. “Anticipazioni dalla scena urbana. Le potenzialità strategiche del patrimonio industriale dismesso del Friuli Venezia Giulia” si concentra sull’area dell’ex-acciaieria Safau di Udine sud, analizzandone il valore storico e le possibilità di riuso. Il progetto è di Giovanni Comi, Giada Frappa e Vincenzo d’Abramo del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura.

“La sostenibilità del patrimonio architettonico urbano: impatti del cambiamento climatico e prospettive di indagine per il Nord Est” è dedicato ai Daltz lignei del centro storico di Andreis e alle strategie di tutela condivisa. La ricerca è di Isabella Zamboni, Veronica Riavis e Alberto Cervesato del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura.

Agroalimentare intelligente ed economia circolare

Due infine i progetti sull’agroalimentare intelligente. “Uso di bio-risorse per la produzione di pullulano da Aureobasidium pullulans” studia l’impiego di scarti agroalimentari per la produzione di materiali utili alla conservazione della frutta e alla prevenzione delle patologie fungine. La ricerca è stata condotta da Alessandra Di Francesco, Denise Lovison, Rudy Cignola, Andrea Colautti e Martina Lucci del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali.

“Approccio integrato per la valorizzazione dei sottoprodotti enologici” propone un modello per trasformare gli scarti vitivinicoli in polisaccaridi ad alto valore aggiunto, riutilizzabili anche nel settore enologico. Il progetto è di Andrea Natolino, Laura Barp, Chiara Sarnataro e Sabrina Voce del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali.

Università, innovazione delle imprese in Friuli e giovani talenti

L’incontro è stato introdotto dal rettore Angelo Montanari, dal presidente del Gruppo Giovani imprenditori di Confindustria Udine Giacomo Andolfato e da Donatella Cefaloni dell’Unità operativa specialistica Ricerca, innovazione e fondi comunitari della Regione Friuli Venezia Giulia. Luca Fabbri, direttore generale del Consorzio iNEST, ha illustrato il progetto e le sue prospettive, mentre Maria Chiarvesio, referente scientifica per l’Università di Udine dell’ambito “Transizione verde e digitale per la manifatturiera avanzata”, ha analizzato il rapporto tra talenti, ricerca e territorio.

Sono progetti concreti, utili – ha detto Angelo Montanari – che si possono immediatamente mettere alla prova per testare la loro validità nei rispettivi ambiti. Grazie alle capacità dei nostri ricercatori e dei nostri dipartimenti che li hanno supportati, nell’ambito del progetto iNEST, ancora una volta l’Ateneo dimostra la sua vocazione naturale a favore del territorio e del suo tessuto produttivo”.

“Il progetto iNEST – ha evidenziato Giacomo Andolfato – è uno degli ecosistemi dell’innovazione più rilevanti del Nord Est. Connette il sapere accademico con le imprese e rende il territorio più innovativo e competitivo”. Andolfato ha sottolineato come il progetto rafforzi l’economia locale, favorisca la transizione digitale e green e riduca i rischi per le piccole imprese grazie al cofinanziamento Pnrr. “Guardando al futuro – ha concluso – la chiave del successo è unire “sapere” e “saper fare”“.