Nei mesi di luglio e agosto il governatorato del Dhofar, regione situata nell’estremo sud dell’Oman, è soggetto a un clima particolare e molto diverso rispetto al resto della Penisola Arabica.
Il Khareef è un monsone che interessa principalmente l’area di Salalah e le montagne attorno ad essa. Il termine Khareef è utilizzato per indicare la stagione autunnale, ma nell’uso locale, indica invece il fenomeno stagionale del monsone, diverso quindi dall’autunno calendariale. In questo periodo, il Dhofar diventa una delle aree della Penisola Arabica in cui è possibile trovare un clima mite e paesaggi verdi in piena estate.
Un fenomeno climatico raro
Il fenomeno è legato alla particolare conformazione del territorio. La catena montuosa attorno a Salalah intercetta i venti monsonici provenienti dall’Oceano Indiano. L’interazione tra venti umidi, acque fredde (upwelling) nel Mar Arabico e montagne del Dhofar produce nuvole basse, nebbia, foschia e precipitazioni persistenti, ma lievi, creando un vero e proprio microclima. Il paesaggio, normalmente arido, si trasforma in distese verdi e piccoli bacini idrici. Solo a metà settembre il monsone perde la sua forza consentendo al sole di dipingere la flora del territorio e consegnando al Dhofar un volto nuovo.
I numeri di un fenomeno turistico in crescita
Oltre alla componente climatica, il Khareef è un elemento importante anche per la salute del turismo dell’Oman. A confermarlo ci sono i dati del National Centre for Statistics and Information dell’Oman, ripresi all’interno della testata Khaleej Times. Nel 2025 sono stati registrati 1.027.255 visitatori nel Dhofar durante la stagione del Khareef, una cifra che, oltre a essere importante, ha registrato una crescita del 2,1% rispetto al 2024.
Il dato riportato dimostra l’andamento positivo negli anni e il peso sempre maggiore di questo fenomeno per l’intera economia meridionale dell’Oman, con un afflusso sempre più consistente di viaggiatori provenienti da altri paesi. In ragione di questa crescita, anche in Italia i tour operator tendono a prevedere nei loro cataloghi delle soluzioni di viaggio in Oman per il periodo successivo al Khareef, con itinerari pensati appositamente per la scoperta del Dhofar dopo la stagione del monsone. Al termine del monsone, l’eredità lasciata alla regione consiste infatti in oasi rigogliose con temperature miti e un mare nuovamente calmo e balneabile. L’attenzione di tutti gli operatori del settore turismo per questo periodo dell’anno è un trend ormai strutturato: l’Italia risulta infatti tra i primi mercati europei per arrivi con charter a Salalah proprio dal mese di ottobre.
Festival del Turismo di Salalah e dimensione culturale
La stagione del Khareef ospita anche il Salalah Tourism Festival, manifestazione caratterizzata da spettacoli di musica e danza tradizionale, mercatini dell’artigianato e attività pensate per le famiglie. Il festival è un importante momento di aggregazione sociale e un riferimento di contatto culturale per chiunque visiti la regione in questo periodo dell’anno. La commistione tra fenomeno naturale ed evento culturale rende l’idea di cosa sia veramente il Khareef, un ciclo stagionale che coinvolge ambiente, economia, società e cultura del Dhofar.
Khareef, Terra dell’Incenso e il patrimonio UNESCO
Il Khareef non è però l’unico elemento ad attirare i visitatori nel Dhofar. La regione custodisce anche la cosiddetta Terra dell’Incenso, sito UNESCO legato alla storia millenaria del commercio dell’incenso e che comprende, tra gli altri luoghi, l’area archeologica di Al Baleed. L’importanza di entrambi i fattori viene confermata anche dal World Heritage Centre dell’UNESCO.
L’afflusso di visitatori è suddivisibile in due categorie:
- viaggiatori presenti per assistere al periodo monsonico;
- viaggiatori distribuiti nel resto dell’anno grazie a flussi internazionali.
Dal 2011 gli introiti legati a questi catalizzatori turistici si sono dimostrati sufficienti a coprire le spese necessarie per la tutela dei parchi archeologici dell’area, rappresentando nel complesso una fonte di reddito rilevante per il Dhofar.
L’unione tra ciclo stagionale e patrimonio storico rafforza il valore identitario della regione, in cui la ricorrenza stagionale del monsone convive da secoli con rotte commerciali, tradizioni locali, fino ai flussi turistici contemporanei.
Un ciclo che si ripete
Il Khareef è un esempio di come un fenomeno naturale ricorrente, che, data la sua intensità, può sembrare un problema per la popolazione, possa diventare nel tempo un elemento strutturale dell’offerta turistica di un intero Paese rappresentando un vantaggio economico per lo stesso.
La sua cadenza stagionale, unita alla rilevanza culturale del Festival e all’importanza storica del territorio circostante, lo rende un evento che si ripete ogni anno mantenendo caratteristiche consolidate, ma registrando al contempo una partecipazione sempre maggiore, come evidenziato dai dati ufficiali relativi alle presenze nel Dhofar.

