Lo smartphone è diventato una presenza costante nelle nostre giornate. Lo utilizziamo per lavorare, comunicare, informarci e, spesso, anche semplicemente per riempire quei momenti in cui non sappiamo cosa fare. Basta qualche minuto libero e quasi automaticamente ci ritroviamo a scorrere immagini, video e notizie.
Non c’è nulla di sbagliato nella tecnologia, ma proprio per questo può essere piacevole riscoprire un’attività che ci chieda di fare l’esatto contrario: fermarci e concentrarci su qualcosa di concreto.
Il LEGO, in questo senso, è un hobby sorprendentemente attuale. Nato come gioco per bambini, nel corso degli anni è riuscito a conquistare anche adolescenti e adulti, trasformandosi per molti in una vera passione fatta di creatività, manualità e collezionismo.
Dal display al tavolo: la differenza è tutta qui
Quando utilizziamo lo smartphone siamo abituati a passare velocemente da un contenuto all’altro. Una notifica, un video, una fotografia, un messaggio e poi di nuovo un’altra schermata.
Costruire LEGO impone invece un ritmo completamente diverso.
Si apre una scatola, si osservano i pezzi, si cerca quello necessario e si comincia a costruire. Ogni passaggio richiede un minimo di attenzione e il risultato non arriva immediatamente. Bisogna aspettare, procedere con calma e vedere la costruzione prendere forma poco alla volta.
È proprio questa lentezza a rendere l’esperienza piacevole.
Per qualche ora non dobbiamo rispondere a nessuno e non c’è nulla da scorrere. Ci sono soltanto i pezzi sul tavolo e qualcosa da costruire.
Un hobby che può crescere insieme a noi
Il bello del LEGO è che non esiste un unico modo di viverlo.
Si può cominciare con un piccolo set, seguendo semplicemente le istruzioni e scoprendo poco alla volta il piacere della costruzione. Per chi invece ha già esperienza, il mondo dei mattoncini offre possibilità praticamente infinite: modificare un modello, combinare set diversi o inventare una costruzione completamente originale.
È quindi un hobby che può cambiare insieme alla persona che lo coltiva.
Quello che a otto anni è soprattutto un gioco può diventare, qualche decennio dopo, una passione per il design, per l’architettura, per le automobili o per il collezionismo.
Perché gli adulti sono tornati a costruire
Il successo del LEGO tra gli adulti non è casuale.
L’offerta attuale comprende modelli molto diversi da quelli che molti ricordano della propria infanzia: automobili storiche e moderne, edifici, opere d’arte, astronavi, personaggi cinematografici e numerosi soggetti legati alla cultura pop.
Per un adulto, quindi, scegliere un set può significare molto più che acquistare un giocattolo.
Può essere il modo per coltivare una passione, ritrovare un ricordo o semplicemente concedersi qualche ora lontano dalla routine.
È anche per questo che il LEGO è entrato sempre più spesso nelle case degli adulti come oggetto da costruire e successivamente da esporre.
La soddisfazione di vedere qualcosa nascere dalle proprie mani
C’è poi una sensazione che lo smartphone difficilmente può offrire: quella di avere davanti qualcosa che abbiamo costruito personalmente.
All’inizio un set LEGO è soltanto una scatola piena di pezzi. Non c’è ancora un’automobile, un edificio o un’astronave. Ci sono soltanto tanti piccoli elementi.
Poi, costruzione dopo costruzione, il progetto prende forma.
Un’ora dopo l’altra compaiono i primi dettagli, la struttura diventa riconoscibile e alla fine ci si ritrova davanti a un oggetto completo.
È una soddisfazione semplice, quasi infantile, ma proprio per questo autentica.
LEGO come hobby, non soltanto come gioco
Per molti appassionati il momento della costruzione è soltanto una parte dell’esperienza.
C’è chi ama cercare determinati set, chi preferisce una particolare collezione, chi segue le nuove uscite e chi dedica tempo all’esposizione dei propri modelli.
Il LEGO si è quindi trasformato anche in un universo di collezionismo, con appassionati che seguono temi molto specifici e costruiscono nel tempo raccolte personali.
Per chi vuole avvicinarsi a questo mondo o semplicemente cercare un modello adatto ai propri interessi, realtà specializzate come www.sumoproject.click propongono LEGO insieme a puzzle, giochi e altri prodotti dedicati agli appassionati.
E poi c’è la nostalgia
Forse una parte del fascino esercitato dal LEGO sugli adulti deriva anche dai ricordi.
Molti hanno avuto i mattoncini durante l’infanzia e ritrovarli anni dopo significa recuperare qualcosa che appartiene al proprio passato.
La nostalgia diventa ancora più forte quando il modello richiama un’automobile, un film, un personaggio o un’ambientazione conosciuta da bambini o da ragazzi.
In quel caso non si sta semplicemente costruendo un modello: si sta costruendo anche un piccolo pezzo di memoria.
Ed è probabilmente uno dei motivi per cui il LEGO riesce a mettere d’accordo generazioni diverse. Un bambino può divertirsi a costruire, mentre un adulto può riconoscere nel modello qualcosa che appartiene alla propria storia.
Un piccolo rituale per rallentare
Non è necessario trasformare il LEGO in una nuova sfida o in un’altra attività da inserire nella lista delle cose da fare.
Il suo valore può essere esattamente l’opposto.
Scegliere una sera, mettere il telefono in modalità silenziosa, preparare il tavolo e dedicarsi alla costruzione per un’ora può diventare un piccolo rituale personale.
Non importa quanto velocemente si procede e non importa se il modello sarà perfetto. L’importante è essere presenti in quello che si sta facendo.
In un periodo in cui siamo abituati a ricevere continuamente nuovi stimoli, anche un’attività apparentemente semplice può diventare un modo per rallentare.
Un mattoncino alla volta
Forse è proprio questa la ragione per cui il LEGO continua a funzionare così bene anche nel mondo degli smartphone.
Non promette velocità. Non offre notifiche. Non chiede di passare continuamente da un contenuto all’altro.
Propone una cosa molto più semplice: prendere un pezzo, unirlo a un altro e vedere cosa succede.
Un mattoncino alla volta, la costruzione cresce e il tempo passa senza che ce ne accorgiamo.
E magari, quando abbiamo finito, ci rendiamo conto che per qualche ora non abbiamo sentito il bisogno di guardare lo smartphone.
Non è poco, per un semplice gioco di mattoncini.

