Più lavoro in Friuli grazie a turismo e costruzioni, ma l’export perde 1 miliardo: i dati del 2026

Il Friuli Venezia Giulia ha più persone al lavoro, con una crescita particolarmente forte nelle costruzioni e nel turismo. Ma sul fronte dell’export i numeri raccontano un’altra storia: nei primi sei mesi del 2026 le vendite all’estero sono diminuite di circa un miliardo di euro. Il dato, però, risente soprattutto della forte variabilità della cantieristica navale e, senza le navi, l’export regionale sarebbe cresciuto del 2,2%.

È la fotografia del primo semestre 2026 elaborata da Ires Fvg sui dati Istat, che mette in evidenza due dinamiche differenti dell’economia regionale: un mercato del lavoro in crescita e un commercio estero condizionato dall’andamento delle commesse navali.

In Friuli Venezia Giulia 14.600 occupati in più

Nel primo semestre dell’anno gli occupati in regione sono stati in media 539.700, 14.600 in più rispetto allo stesso periodo del 2025, con una crescita del 2,8%. L’aumento, fa sapere il ricercatore dell’Ires Fvg Alessandro Russo, ha riguardato sia gli uomini, cresciuti di 9.200 unità (+3,2%), sia (in percentuale minore) le donne, aumentate di 5.400 (+2,3%). A crescere sono stati sia i lavoratori dipendenti, 12mila in più (+2,8%), sia gli autonomi, aumentati di 2.600 unità (+2,6%).

Il risultato migliore arriva dalle costruzioni, dove gli occupati sono aumentati del 9,3%. Bene anche il comparto che comprende commercio, alberghi e ristoranti, cresciuto del 5,3%. L’agricoltura, silvicoltura e pesca registra un incremento ancora più elevato in termini percentuali (+14,4%), mentre l’industria cresce dell’1,7% e gli altri servizi dell’1,2%.

Il tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni ha raggiunto nel secondo trimestre il 71,4%. Resta però marcata la differenza tra uomini e donne: il tasso è del 77,1% per i maschi e del 65,7% per le femmine.

Meno disoccupati, ma resta il divario tra uomini e donne

Nel primo semestre del 2026 le persone in cerca di occupazione erano 23.700, 2.100 in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Anche in questo caso il dato complessivo nasconde però dinamiche differenti. I disoccupati maschi sono diminuiti di 3.700 unità, mentre le donne in cerca di lavoro sono aumentate di 1.600. Il tasso di disoccupazione regionale si è attestato al 4,2%, con il 3,5% tra gli uomini e il 5,1% tra le donne.

Un altro dato significativo riguarda le persone inattive tra i 15 e i 64 anni, cioè coloro che non lavorano e non cercano un impiego. Sono diminuite di 11.700 unità, passando da 202.200 a 190.500. La riduzione è stata particolarmente marcata tra le donne, con 8.500 inattive in meno.

Crescono anche le nuove partite Iva

Nel primo semestre del 2026 in Friuli Venezia Giulia sono state aperte 5.315 nuove partite Iva, 186 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una crescita del 3,6%. A livello nazionale l’aumento è stato molto più contenuto, pari allo 0,4%.

La crescita più consistente si registra nel Pordenonese, con 1.371 nuove aperture e un incremento del 13,5%. Seguono Trieste (+4,2%) e Udine, sostanzialmente stabile con un +0,3%. In calo invece Gorizia, che registra una diminuzione del 5,2%.

L’export perde un miliardo, ma il dato è legato alle navi

Sul fronte delle vendite all’estero, invece, il primo semestre 2026 mostra un calo molto marcato. L’export del Friuli Venezia Giulia si è fermato a 9,56 miliardi di euro, contro i 10,57 miliardi dello stesso periodo del 2025: circa un miliardo in meno, pari al -9,6%.

Si tratta della contrazione più consistente registrata tra tutte le regioni italiane. Ma il dato va letto alla luce dell’andamento della cantieristica navale, caratterizzata da forti oscillazioni delle vendite da un periodo all’altro. Nel primo semestre del 2025 le esportazioni di navi e imbarcazioni avevano superato i 2,3 miliardi di euro. Nei primi sei mesi del 2026 sono scese a 1,1 miliardi, con una diminuzione di circa 1,2 miliardi (-51,9%).

Al netto di navi e imbarcazioni, quindi, il quadro cambia completamente: l’export regionale sarebbe cresciuto del 2,2%, arrivando a 8,45 miliardi di euro. Una crescita inferiore a quella nazionale (+4,5%), ma leggermente superiore a quella del Nordest (+1,9%).

Bene metalli, alimentare e tecnologia

Tra i settori che hanno aumentato maggiormente le vendite all’estero ci sono i metalli di base e i prodotti in metallo, cresciuti dell’11,8%, i prodotti alimentari, bevande e tabacco (+7%), gli articoli in gomma e materie plastiche (+7,3%) e computer, apparecchi elettronici e ottici, che registrano un +16,2%.

Crescono anche i prodotti chimici (+10,3%) e altri prodotti (+18,4%). Sono invece diminuite le esportazioni di macchinari e apparecchiature (-10,9%), mobili (-6,1%), apparecchi elettrici (-11,5%), prodotti tessili e abbigliamento (-10%) e prodotti farmaceutici (-6,4%).

Trieste giù, Gorizia in forte crescita

La dinamica della cantieristica incide pesantemente anche sui dati provinciali. Trieste registra il calo più consistente, con esportazioni diminuite del 52,4%, passando da 3,56 a 1,69 miliardi di euro. Udine segna un -4,8%, mentre Pordenone scende del 2,4%.

In controtendenza Gorizia, che registra un aumento del 192,5%, da 571 milioni a oltre 1,67 miliardi di euro. La crescita è legata soprattutto alla cantieristica navale, ma hanno contribuito anche macchinari, apparecchiature elettriche, componenti elettronici e mobili.

Stati Uniti in forte calo, crescono Slovenia e Austria

Anche la geografia dell’export risente dell’andamento delle navi. Le vendite verso gli Stati Uniti sono crollate del 67,2%, passando da 1,86 miliardi a 610,8 milioni di euro.

Al contrario, crescono le esportazioni verso Slovenia (+26,5%), Ungheria (+26,2%), Spagna (+16,6%) e Austria (+7,9%). Più contenuto l’aumento verso il Regno Unito (+4,5%), mentre la Germania, primo mercato di destinazione, resta sostanzialmente stabile (-0,6%).