A Majano i funerali di Marco Taboga.
Una chiesa gremita, dentro e fuori, per dare l’ultimo saluto a Marco Taboga, per tutti “Marcut”. Majano si è stretta questo pomeriggio attorno alla sua famigliaamici, ai colleghi e ai tanti conoscenti che hanno voluto accompagnarlo nel momento più doloroso.
Marco se n’è andato improvvisamente, lasciando un vuoto profondo in chi lo conosceva. In tanti lo ricordano come una persona buona, disponibile, sempre pronta ad aiutare gli altri e con quella battuta capace di strappare un sorriso anche nei momenti più semplici della quotidianità.
Una vita tra camion, motori e amicizie

La sua grande passione era quella per i motori. Fin da ragazzo aveva cominciato a lavorare come autista di camion, prima alla Taboga, poi alla De Girolami e, dal 2006, alla Pauluzzo Autotrasporti, dove era diventato uno dei professionisti più stimati nel settore dei trasporti eccezionali.
Con il suo camion aveva viaggiato in Italia e all’estero, affrontando percorsi impegnativi e carichi complessi con quella competenza che lo aveva fatto apprezzare da colleghi e aziende. Per molti non era soltanto un autista, ma un punto di riferimento: serio sul lavoro, generoso nei rapporti umani, sempre pronto a dare una mano.
Tra i momenti più toccanti del funerale, all’esterno della chiesa, c’è stato l’ultimo saluto al suo camion, compagno di tanti viaggi e di tante avventure. Un’immagine carica di emozione, che ha raccontato più di tante parole il legame profondo tra Marco e il suo lavoro.
La passione per i rally e il Farla 50 Special

Oltre ai camion, Marco coltivava una grande passione per i rally e per tutto il mondo dei motori. Era anche tra gli organizzatori del Farla 50 Special, il raduno di motorini che negli anni ha saputo richiamare appassionati e curiosi. Proprio in questi giorni avrebbe dovuto effettuare un sopralluogo per il tracciato della nuova edizione.
Chi lo conosceva racconta di un uomo capace di trasformare la passione in condivisione, di coinvolgere gli altri, di mettersi a disposizione per organizzare, sistemare, aiutare. Sempre con semplicità, sempre con il sorriso.
Il dolore della famiglia e della comunità

Marco lascia la mamma, la moglie Alina, 41 anni, che lavora al bar trattoria Da Gardo, e il figlio Mattia, 16 anni, studente al Malignani. La famiglia era già stata colpita dal dolore quattro anni fa, con la scomparsa del papà.
Oggi Majano ha voluto esserci. La chiesa piena, la presenza silenziosa di tanti amici, i colleghi arrivati per rendergli omaggio, sono stati il segno più sincero dell’affetto che circondava Marco. Un affetto nato dalla sua disponibilità, dalla sua umanità e da quel modo schietto e generoso di stare con gli altri.








