Pordenone piange Aldo Ruffati, imprenditore e figura storica dell’industria locale, morto all’età di 102 anni pochi giorni dopo il fratello Gino, scomparso a 100 anni. Insieme avevano costruito dal nulla il Gruppo Ruffati, dando vita ad aziende come Famop e Serrmac e portando le macchine utensili pordenonesi nelle fabbriche di tutto il mondo.
Anche il loro prodotto di lancio, il trapano Rag, raccontava il profondo legame tra i due fratelli: il nome nasceva infatti dalle iniziali di Ruffati Aldo e Gino. Un sodalizio familiare e professionale durato per tutta la vita, conclusosi a pochi giorni di distanza.
Prima di diventare imprenditore, Ruffati aveva maturato importanti esperienze alla Zanussi e alla Safop. Aveva iniziato a lavorare a soli 14 anni, occupandosi di cromare e lucidare le viti. Negli anni ricordò sempre con soddisfazione il giorno in cui gli venne affidata una mansione più complessa, simbolo di quella voglia di imparare e di fare che avrebbe caratterizzato tutta la sua esistenza.
L’impegno per le piccole imprese
Nel lungo percorso personale e professionale di Aldo Ruffati trovano spazio anche il servizio durante la guerra nella Marina, la fondazione dell’Api di Pordenone e la lunga presidenza del Congafi, organismo attraverso il quale si impegnò a sostenere l’accesso al credito e la crescita delle piccole imprese.
Insignito dei titoli di Commendatore e Cavaliere della Repubblica, era conosciuto per il carattere determinato, ma anche per l’attenzione verso i dipendenti.
Il funerale sarà celebrato martedì alle 10.30 nella chiesa di Torre, a Pordenone. Sarà presente anche il nipote Jean, che rientrerà da Barcellona per dare l’ultimo saluto al nonno.
Il cordoglio del sindaco Alessandro Basso
Alla famiglia Ruffati è arrivato anche il messaggio di cordoglio del sindaco di Pordenone Alessandro Basso. “Con Aldo Ruffati la città perde un protagonista silenzioso ma determinante della propria storia economica – ha dichiarato –. Sembra quasi che, dopo una vita intera spesa fianco a fianco, suo fratello Gino, scomparso pochi giorni fa, l’abbia chiamato a sé per ritrovarsi ancora una volta insieme».
“La loro storia, fatta di intuizione e sacrificio, ha saputo portare il nome di Pordenone nel mondo, senza mai perdere il legame con le proprie radici e con la propria famiglia. Il loro esempio resta un patrimonio prezioso per l’intera comunità. Alle famiglie Ruffati va il cordoglio più sentito mio e di tutta l’Amministrazione.”
