Un edificio con oltre cinque secoli di storia torna a vivere nel cuore di Pordenone. È stata inaugurata questa mattina, domenica 6 settembre, l’Officina dello Sport – Ex Battirame, il nuovo polo dedicato allo sport e all’aggregazione realizzato in via della Colonna, sulle rive del laghetto di San Carlo.
Alla cerimonia, conclusa con il tradizionale taglio del nastro, hanno partecipato il sindaco di Pordenone Alessandro Basso, l’assessore regionale Cristina Amirante, l’europarlamentare Alessandro Ciriani e Daniele Molmenti, presidente del Canoa Club Naonis, associazione alla quale è stata affidata la gestione della struttura. Presenti anche autorità civili, militari e religiose, associazioni e numerosi cittadini.
Dal maglio del Cinquecento alla prima centrale idroelettrica di Pordenone
Quello dell’ex Battirame è uno dei luoghi simbolo della storia produttiva cittadina. Le prime testimonianze dell’edificio, conosciuto anche come maglio delle Roje, risalgono al 1492, mentre dal 1542 è documentata la presenza di un battirame alimentato dal sistema delle rogge.
Distrutto da una piena nell’aprile del 1772 e ricostruito pochi mesi dopo, nel 1888 il complesso venne trasformato in officina elettrica. Grazie a un salto d’acqua di sette metri diventò la prima centrale idroelettrica di Pordenone. Durante la Seconda guerra mondiale servì anche come rifugio antiaereo, mentre successivamente fu utilizzato come deposito di olio pesante per i forni della ceramica. L’attività produttiva terminò definitivamente nel 1969.
Per decenni l’edificio era rimasto nascosto dalla vegetazione, con la storica ciminiera come unica presenza chiaramente riconoscibile. Il recupero ha richiesto un investimento complessivo di circa 2,5 milioni di euro, attraverso fondi PNRR e il programma Pinqua, con un intervento che ha unito la conservazione della memoria industriale a nuove funzioni sportive e sociali.
Molmenti: “Dove ci dicevano di non andare, oggi diciamo alle famiglie: questo luogo è vostro”
Ad aprire gli interventi è stato Daniele Molmenti, che ha ricordato il rapporto personale con il quartiere e con un luogo che per anni era stato sinonimo di abbandono.
“Chi è cresciuto in questo quartiere, come me, ricorda bene che cos’erano l’ex Battirame e tutta quest’area. Per tanti anni questi luoghi sono stati lasciati all’incuria e allo scorrere del tempo, al punto che, quando eravamo ragazzi, la raccomandazione dei genitori era semplice: ‘Lì non avvicinatevi’. Dove un tempo ci dicevano di stare lontani, oggi possiamo finalmente dire ai nostri figli, alle nostre famiglie e ai nostri anziani: venite, entrate, questo luogo è vostro, vivetelo”.
Molmenti ha poi evidenziato come il recupero fisico della struttura debba essere accompagnato dalla partecipazione della comunità. “Il Comune può investire risorse, recuperare un edificio, sistemare un parco, ma poi serve qualcosa che non si può mettere in nessun progetto: serve l’amore delle persone per i luoghi in cui vivono, serve una comunità che senta questo spazio come proprio”.
L’Officina dello Sport ospiterà canoa, SUP, yoga, ginnastica, fitness, corsa campestre e numerose altre attività, con l’obiettivo di diventare uno spazio aperto anche alle associazioni del territorio. “Vogliamo che il Battirame sia un luogo aperto, condiviso con le associazioni del territorio che già oggi lo animano insieme a noi”, ha concluso Molmenti.
Basso: “Non un punto di arrivo, ma uno dei punti di partenza per la città”
Il sindaco Alessandro Basso ha definito l’ex Battirame “un posto meraviglioso, un vero paradiso”, ricordando come il progetto abbia avuto origine durante la precedente amministrazione guidata da Alessandro Ciriani e sia poi proseguito con il lavoro degli uffici e dell’attuale squadra amministrativa.
“Il progetto di oggi si inserisce in una visione più ampia, che guarda al percorso che da gennaio vedrà Pordenone protagonista come capitale italiana della Cultura 2027: una città che deve continuare a raccontarsi attraverso il verde, lo sport e la sostenibilità vissuta ogni giorno, non solo nei convegni”.
Secondo il sindaco, il recupero rappresenta anche un esempio di come le risorse pubbliche possano essere impiegate per interventi destinati all’intera comunità. “Quando fondi pubblici, Comune, Regione e PNRR vengono utilizzati per una finalità collettiva, che riguarda tutti indistintamente dai giovani agli anziani, credo che sia stato fatto un buon lavoro. Quello di oggi non è un punto di arrivo, ma uno dei tanti punti di partenza che ci siamo dati per la nostra città”.
Amirante: “Pordenone è una capitale della rigenerazione urbana”
L’assessore regionale Cristina Amirante ha ricordato i primi sopralluoghi nell’area, quando dell’antico complesso produttivo erano visibili soprattutto i ruderi e la ciminiera che spuntava dalla vegetazione.
“Ricordo bene quando stavamo ancora progettando la ciclabile che attraversa parco San Carlo, quando osservavamo i ruderi ormai seminascosti dalla vegetazione, con la ciminiera a segnalare quello che restava delle officine idrauliche di una città manifatturiera già dal 1800. Quella suggestione è stata uno stimolo fortissimo per avere un progetto pronto quando sono arrivate le opportunità di finanziamento del PNRR e del fondo Pinqua”.
Per Amirante, l’intervento conferma la capacità della città di recuperare luoghi dimenticati e restituirli alla comunità. “Pordenone è una capitale di rigenerazione urbana, capace di restituire alla vita luoghi che sembravano perduti, ridando alle persone spazi che tornano a essere frequentati e vissuti. Sono davvero orgogliosa di essere qui oggi e di ringraziare tutti coloro che continueranno a rendere vivo questo luogo attraverso lo sport, la socialità, l’incontro e l’aggregazione”.
Ciriani: “Qui natura, storia e manifattura tornano a incontrarsi”
A chiudere gli interventi è stato Alessandro Ciriani, che da sindaco aveva dato avvio all’iter di recupero dell’edificio.
“Quest’opera nasce quasi per caso, mentre stavamo facendo i sopralluoghi per la riqualificazione del percorso ciclopedonale e la sistemazione della roggia, quando ci accorgemmo di un manufatto ormai divorato dalla vegetazione. Capimmo subito che rappresentava un pezzo della storia e dell’identità di questa città, la prima centrale idroelettrica di Pordenone”.
Da quel momento, ha ricordato Ciriani, iniziò la ricerca dei finanziamenti e la costruzione di un progetto che mettesse insieme la storia industriale della città, l’ambiente e le nuove funzioni sociali. “L’idea è sempre stata questa: restituire ciò che Pordenone offriva un tempo e che il tempo aveva fatto dimenticare”.
L’europarlamentare ha quindi ringraziato Molmenti per l’impegno nella gestione del nuovo spazio: “Qui però la fa da protagonista la determinazione di un uomo come Daniele Molmenti, capace di dire sì anche quando non c’è nulla da guadagnare. È un luogo di comunità, un luogo in cui vivere: si potrà correre, fare la doccia, provare l’esperienza della canoa sulle nostre acque. In un’epoca in cui tutto corre veloce e si standardizza, trovarsi in un luogo così bello e stare insieme è un regalo meraviglioso”.
Con l’inaugurazione dell’Officina dello Sport prende così il via una nuova fase per parco San Carlo e per l’antico Battirame, destinato a diventare un punto di riferimento per sportivi, famiglie, associazioni, runner e cicloturisti. Un nuovo tassello nel percorso di rigenerazione urbana di Pordenone, mentre la città si prepara all’appuntamento con Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027.

