Crisi Electrolux, la Regione studia aiuti per la filiera del bianco

La Regione Friuli Venezia Giulia prepara un intervento a sostegno della filiera del bianco, il comparto legato alla produzione di elettrodomestici e alla relativa rete di subfornitura. Le misure sono allo studio in vista dell’assestamento di bilancio di luglio e avranno come obiettivo quello di accompagnare le imprese verso la riconversione produttiva, la diversificazione e il contenimento dei costi energetici.

Il tema è stato al centro dell’incontro che si è svolto oggi nella sede della Regione a Udine, dove gli assessori regionali alle Attività produttive Sergio Emidio Bini e al Lavoro Alessia Rosolen hanno incontrato le categorie economiche per fare il punto sulla crisi del settore, con particolare attenzione alla situazione di Electrolux e alle possibili ricadute sul tessuto produttivo regionale.

La crisi Electrolux e le ricadute sulle imprese

“La Regione è pronta a intervenire a sostegno della filiera del bianco con misure mirate, da costruire in tempi rapidi in vista dell’assestamento di luglio. L’obiettivo è accompagnare le imprese verso la riconversione e la diversificazione produttiva, sostenendo al tempo stesso gli efficientamenti energetici per ridurre l’incidenza dei costi sul prodotto finito”, hanno dichiarato congiuntamente Bini e Rosolen.

Secondo gli assessori, la crisi di Electrolux non può essere considerata un episodio isolato, perché rischia di colpire l’intera rete produttiva che ruota attorno al settore del bianco. “La crisi Electrolux non è isolata, ma mette a rischio l’intera filiera produttiva, composta in larga parte da piccole e medie imprese che lavorano nel settore del bianco. Solo in un raggio di 35 chilometri da Porcia si contano circa cinquanta imprese subfornitrici, con qualche migliaio di lavoratori coinvolti”, hanno evidenziato Bini e Rosolen.

Per questo, l’intenzione della Regione è quella di agire su un tessuto produttivo considerato strategico, con strumenti capaci di evitare dispersioni di risorse e di rafforzare la competitività delle aziende. Gli interventi saranno quindi pensati in modo selettivo, con l’obiettivo di sostenere le imprese che devono affrontare una fase di cambiamento industriale complessa.

Energia, concorrenza asiatica e politiche europee

Nel corso dell’incontro è stato avviato un confronto operativo con le categorie economiche sulle misure da attivare. Il quadro attuale, è stato sottolineato, è diverso rispetto alle precedenti crisi che avevano coinvolto Electrolux nel 2014 e nel 2022. Oggi pesano in modo particolare la concorrenza asiatica, l’aumento dei costi dell’energia e l’assenza di una politica europea sufficientemente forte a tutela di settori chiave della manifattura, come bianco, acciaio e automotive.

Gli assessori hanno richiamato anche il peso di meccanismi europei come Ets e Cbam. Quest’ultimo, nato come strumento di protezione doganale ambientale, si traduce in una tassa sulle emissioni collegate alla produzione di determinati beni, tra cui acciaio e alluminio. Materiali che incidono in maniera significativa sul settore degli elettrodomestici, composti in media per il 79 per cento proprio da acciaio e alluminio.

Questo meccanismo, è stato evidenziato durante il confronto, determina un aggravio dei costi della componentistica per la produzione di elettronica in Europa e in Italia, dove molte parti vengono importate dall’estero. A incidere ulteriormente è il costo dell’energia, che rappresenta il 18 per cento dei costi totali di produzione e che in Italia costa il 45 per cento in più rispetto alla Cina.

La richiesta di una politica europea per l’industria

“Per questo – hanno ribadito gli assessori – occorre una chiara politica europea a tutela degli asset produttivi strategici. Dal canto suo, la Regione Friuli Venezia Giulia è pronta a fare la propria parte, con strumenti regionali mirati e con un confronto costante con le altre Regioni e con il Governo”.

La Regione punta quindi a costruire una risposta rapida, ma inserita in un quadro più ampio. Le cause della crisi, infatti, non riguardano soltanto il territorio regionale, ma chiamano in causa dinamiche internazionali e scelte di politica industriale che coinvolgono anche il livello nazionale ed europeo.

“Abbiamo già dimostrato, come nel caso del caro carburanti, di saper intervenire con rapidità su dossier strategici. Anche in questo caso vogliamo muoverci in modo tempestivo, ascoltando il sistema produttivo e costruendo strumenti che aiutino le imprese a restare sul mercato, a riconvertire processi e produzioni, a efficientare e a formare competenze adeguate”, hanno aggiunto Bini e Rosolen.

Il plauso delle categorie economiche

Dalle categorie economiche è arrivato il plauso per la tempestività dell’intervento della Regione, considerata un elemento importante per mitigare gli effetti della crisi e per sostenere la competitività delle imprese coinvolte.

Resta però la consapevolezza che le cause strutturali della difficoltà del comparto richiedano risposte più ampie, in particolare sul piano nazionale ed europeo. La filiera del bianco in Friuli Venezia Giulia, legata storicamente alla presenza di Electrolux e alla rete di aziende dell’indotto, si trova ora davanti a una fase decisiva, nella quale riconversione, innovazione, energia e formazione saranno i nodi principali da affrontare.