Sagra dei Osei, Sacile celebra una tradizione lunga oltre 750 anni

L'assessore regionale Stefano Zannier all'inaugurazione a Sacile della Sagra degli Osei,alla presenza del viceministro dell'Ambiente Vannia Gava

Una tradizione che attraversa i secoli e continua a richiamare visitatori, appassionati e turisti nel cuore di Sacile. Ha preso ufficialmente il via la Sagra dei Osei, una delle feste popolari estive più antiche del Friuli Venezia Giulia e dell’intero panorama nazionale, alla presenza, tra gli altri, del viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Vannia Gava e dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier.

“La Sagra dei Osei rappresenta un segno tangibile di quanto la tradizione rimanga solidamente ancorata al territorio sacilese. È una manifestazione che ha saputo modificarsi nel tempo per essere sempre più aderente alle necessità odierne, confermandosi un richiamo indissolubile per turisti e visitatori e un volano per l’identità della nostra regione”, ha sottolineato Zannier in occasione dell’apertura ufficiale della manifestazione.

Una storia che parte dal 1274

Le origini della Sagra dei Osei risalgono al 1274, una storia ultracentenaria che la rende una delle fiere ornitologiche più antiche d’Europa. Nel corso dei secoli l’evento ha saputo trasformarsi, adattandosi ai cambiamenti della società senza perdere il forte legame con Sacile e con il territorio circostante.

“Arriviamo anche quest’anno a celebrare questa ultracentenaria tradizione – ha dichiarato Zannier – che si conferma estremamente vivace e capace di attirare un gremito afflusso di pubblico. Credo che questo successo sia la prova di come le nostre radici siano profonde e, allo stesso tempo, capaci di evolversi”.

L’assessore ha quindi evidenziato la capacità della manifestazione di cambiare nel tempo conservando intatta la propria identità. “Queste sono tradizioni che si sono modificate nelle modalità per rispondere alle esigenze attuali, pur mantenendo strettamente vincolato quel legame che le rende parte integrante della città di Sacile e del suo territorio”.

Il concorso canoro e le eccellenze del territorio

Il momento più caratteristico della Sagra resta il celebre concorso canoro degli uccelli da richiamo, che già nelle prime ore dell’alba porta nel centro storico esperti e appassionati. Sacile, conosciuta come il “Giardino della Serenissima”, si trasforma così in un particolare palcoscenico naturale nel quale una tradizione secolare continua a rinnovarsi di edizione in edizione.

Accanto alla componente ornitologica trova spazio anche una vasta rappresentazione delle eccellenze agroalimentari e artigianali del Friuli Venezia Giulia, con prodotti e attività capaci di raccontare il mondo rurale, la biodiversità e le produzioni tipiche regionali.

Una dimensione che, secondo la Regione, rende la manifestazione non soltanto un appuntamento legato alla tradizione, ma anche uno strumento di promozione economica e turistica per l’intero territorio.

“Siamo di fronte a un evento che ha lo spazio e la forza per continuare a migliorare e crescere ulteriormente – ha concluso Zannier – rappresentando un punto di riferimento per il settore agroalimentare e un elemento di attrazione turistica che valorizza l’intero sistema regionale”.