L’anziano è morto alcuni giorni dopo essere caduto nel bagno dell’ospedale di San Vito.
A tredici anni dalla scomparsa di un uomo di 79 anni, deceduto all’ospedale di San Vito al Tagliamento alcuni giorni dopo una caduta nel bagno del reparto durante il ricovero, si è concluso in via definitiva il contenzioso civile promosso dai familiari contro l’Azienda sanitaria. A darne notizia è il Messaggero Veneto.
I congiunti, assistiti dall’avvocato Antonio Malattia, avevano chiesto il risarcimento dei danni sostenendo che il decesso fosse riconducibile a responsabilità nelle cure prestate dalla struttura. Asfo si era costituita in giudizio con l’avvocato Diego Modesti, contestando le accuse.
Il procedimento era stato avviato nel 2018, dopo il mancato accordo in sede stragiudiziale. Nel merito, il Tribunale aveva accolto le ragioni dei familiari, ritenendo sussistente – secondo quanto accertato in sentenza – la responsabilità dell’Azienda sanitaria e condannando Asfo al pagamento di 667 mila euro, oltre alle spese legali. L’Azienda aveva impugnato la decisione, ma anche in secondo grado la condanna era stata confermata.
La vicenda si è infine chiusa davanti alla Corte di Cassazione, che ha respinto il ricorso di Asfo, rendendo definitive le pronunce dei giudici di Pordenone e Trieste. Oltre al risarcimento già stabilito nei precedenti gradi di giudizio, l’Azienda dovrà corrispondere ulteriori 35 mila euro per le spese del giudizio di legittimità.




