Monsignor Raffaele Nogaro aveva 92 anni.
Tre Chiese locali – Udine, Caserta e Sessa Aurunca – piangono la scomparsa di monsignor Raffaele Nogaro, vescovo emerito di Caserta, friulano di nascita e figura di primo piano dell’episcopato italiano nella lotta alla criminalità organizzata. Si è spento martedì 6 gennaio a Caserta, dove viveva da anni, pochi giorni dopo aver compiuto 92 anni. Il funerale sarà celebrato venerdì 9 gennaio nella Cattedrale di Caserta; a breve saranno comunicate le celebrazioni di suffragio in Friuli.
Le esequie di mons. Raffaele Nogaro saranno celebrate venerdì 9 gennaio alle 10 nella Cattedrale di Caserta. Alla celebrazione parteciperà una delegazione dell’Arcidiocesi di Udine guidata dal vicario generale mons. Dino Bressan. In contemporanea, quindi sempre venerdì 9 gennaio alle ore 10, in Cattedrale a Udine l’arcivescovo mons. Riccardo Lamba presiederà una Santa Messa in suffragio di mons. Raffaele Nogaro.
Da Sedegliano alla Cattedrale di Udine.
Nato il 31 dicembre 1933 a Gradisca di Sedegliano, Nogaro entrò giovanissimo nel Seminario di Udine, dove completò gli studi di scuola media e i primi anni di ginnasio. Dopo diverse vicissitudini, concluse gli studi di teologia ed fu ordinato sacerdote il 29 giugno 1958 dal vescovo di Udine Giuseppe Zaffonato. Iniziò il suo ministero insegnando lettere in seminario.
Nel 1962 fu scelto per proseguire gli studi di dottorato a Roma, sostenendo personalmente le spese, in un periodo segnato dal fervore del Concilio Vaticano II. L’arcivescovo di Udine, mons. Alfredo Battisti, lo nominò delegato per i laici. Nel 1973, dopo la morte del parroco della Cattedrale di Udine, il clero cittadino chiese che don Nogaro assumesse l’incarico. Battisti accolse la richiesta e Nogaro iniziò un’intensa attività pastorale, dedicandosi in particolare ai poveri e ai senzatetto, che trovarono nella Cattedrale un punto di riferimento.
Vescovo in Campania.
Nel 1982 fu nominato vescovo e destinato alla diocesi di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta. Qui si trovò a confrontarsi con la presenza della camorra e con fenomeni di corruzione politica. Durante il suo episcopato denunciò la corruzione e si impegnò in battaglie civili, tra cui quelle per l’ospedale cittadino e per la difesa ambientale in relazione agli effetti della centrale nucleare del Garigliano, chiusa nello stesso anno.
Alla fine del 1990 fu trasferito alla diocesi di Caserta. Durante il suo episcopato promosse la nascita dell’Università e della Civitas casertana, sostenne la tutela dei migranti, si oppose alle leggi che introdussero restrizioni sull’immigrazione e favorì lo studio della teologia e le attività culturali della Biblioteca diocesana. Si occupò inoltre dell’azione della Caritas e dell’accoglienza delle donne vittime della tratta di esseri umani, e si impegnò a favore della pace, in particolare negli anni delle missioni italiane in Afghanistan e Iraq.
Nel 2009, dopo l’accettazione da parte di Papa Benedetto XVI della sua rinuncia per raggiunti limiti di età, Nogaro rimase a Caserta come vescovo emerito, continuando a ricevere visite da persone provenienti da tutta Italia. Non fece ritorno stabile in Friuli.
Nel 2023, in occasione dei suoi 90 anni, è stato pubblicato il volume Raffaele Nogaro: 90 anni di radicale mitezza, curato dal professor Sergio Tanzarella, docente di Storia della Chiesa presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli.




