Caso di Dengue a Trieste, scatta la disinfestazione: interventi anche vicino all’Ospedale Maggiore

Un caso accertato di Dengue è stato segnalato a Trieste nella giornata del 26 agosto 2026. A comunicarlo è ASUGI, che ha attivato le procedure previste dal Piano regionale 2025-2026 per l’implementazione del “Piano di Prevenzione, Sorveglianza e risposta alle Arbovirosi”.

In seguito alla segnalazione è stata organizzata un’attività di sopralluogo nella zona di domicilio della persona interessata e sono stati attivati i protocolli nazionali e internazionali finalizzati a limitare il rischio di diffusione della malattia. Il personale sanitario della Struttura complessa Igiene e Sanità Pubblica ha effettuato questa mattina un sopralluogo nelle aree comuni dell’abitazione, situata nei pressi di viale XX Settembre, a Trieste. L’area interessata comprende anche l’Ospedale Maggiore e le zone limitrofe.

Considerata la presenza, nel raggio di circa 200 metri dall’abitazione, di luoghi sensibili e aree verdi, è stata confermata la necessità di attivare la ditta incaricata per effettuare trattamenti larvicidi e adulticidi contro le zanzare.

Quando saranno effettuate le disinfestazioni

Le operazioni prenderanno il via nel fine settimana. La disinfestazione adulticida sarà effettuata dalle 4 alle 5.30 del mattino nei giorni 30 e 31 agosto e 1° settembre 2026. In caso di impedimenti operativi, gli interventi potranno proseguire fino al completamento dei lavori.

Dalle 8 di lunedì 31 agosto partirà invece la disinfestazione antilarvale porta a porta e nelle aree pubbliche. Sempre dalle 8 dello stesso giorno saranno effettuati trattamenti antilarvali anche nei fossati eventualmente presenti nell’area interessata. L’intervento rientra nelle misure previste dai protocolli sanitari in presenza di un caso accertato di Dengue e ha l’obiettivo di ridurre la popolazione di zanzare potenzialmente in grado di trasmettere il virus.

Cos’è la Dengue e come si trasmette

La Dengue è una malattia di origine virale, causata da quattro virus differenti, denominati Den-1, Den-2, Den-3 e Den-4. La trasmissione all’uomo avviene attraverso la puntura di zanzare che abbiano precedentemente punto una persona infetta. Non avviene quindi un contagio diretto da una persona all’altra.

Il virus può circolare nel sangue della persona infetta per un periodo compreso tra due e sette giorni. È proprio durante questo intervallo che una zanzara può acquisirlo attraverso una puntura e successivamente trasmetterlo ad altre persone. In questo modo possono ammalarsi anche persone che non sono mai state in aree nelle quali la Dengue è endemica, qualora vengano punte da una zanzara che abbia precedentemente acquisito il virus da un soggetto infetto.

I sintomi della Dengue

Nella maggior parte dei casi l’infezione si presenta in forma asintomatica. Secondo quanto riportato da ASUGI, questo avviene in circa l’80% dei casi. Negli altri casi la Dengue può manifestarsi come una malattia febbrile generalmente autolimitante.

Tra i sintomi più frequenti figurano febbre elevata a insorgenza improvvisa, forte mal di testa, dolore agli occhi soprattutto nella zona retro-orbitaria, dolori muscolari e articolari, nausea e vomito. Possono inoltre comparire aumento di volume dei linfonodi, rash cutaneo maculo-papulare ed emorragie di lieve entità. La sintomatologia, nella maggior parte dei casi, raramente dura oltre dieci giorni.

Come prevenire le punture di zanzara

La prevenzione si basa principalmente sulla necessità di evitare le punture di zanzara. Tra le misure consigliate rientrano l’utilizzo di repellenti cutanei, l’impiego di indumenti impregnati di repellenti, l’uso di magliette a maniche lunghe e pantaloni lunghi e l’utilizzo di zanzariere. Fondamentale è anche la prevenzione a livello ambientale. È infatti importante eliminare i ristagni d’acqua, che rappresentano un ambiente particolarmente favorevole alla deposizione delle uova e allo sviluppo delle larve di zanzara.

Le campagne di disinfestazione larvicida e adulticida servono a ridurre la popolazione dei vettori e, di conseguenza, il rischio che il virus possa essere trasmesso da una persona infetta ad altre persone attraverso le punture. L’intervento programmato nella zona di viale XX Settembre e dell’Ospedale Maggiore di Trieste rientra dunque nelle misure di prevenzione e sorveglianza sanitaria attivate dopo l’accertamento del caso.