Il presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti, e il Comune di Pordenone non parteciperanno quest’anno alla tradizionale celebrazione dell’Independence Day (il 4 Luglio) organizzata alla Base Usaf di Aviano. Una decisione motivata dalle recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nei confronti della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
La decisione di Confindustria
Agrusti ha parlato di una decisione presa “con sofferenza”, sottolineando il forte legame personale e istituzionale maturato negli anni con gli Stati Uniti. “Ho deciso quest’anno di non partecipare alla festa dell’Independence Day che si svolge, come da tradizione, nella Base di Aviano. Con la sofferenza di chi si è sempre sentito profondamente amico degli Stati Uniti”, ha dichiarato.
Agrusti ha ricordato la propria esperienza nell’Assemblea dell’Atlantico del Nord, organismo politico della Nato, e la partecipazione a numerosi incontri bilaterali, spiegando che la decisione è maturata dopo una serie di episodi che, a suo giudizio, hanno compromesso il clima di rispetto tra gli alleati.
Nel suo intervento ha richiamato le critiche rivolte dall’attuale amministrazione americana a diversi leader europei, tra cui Keir Starmer, Emmanuel Macron, Friedrich Merz, Pedro Sánchez, oltre al presidente ucraino Volodymyr Zelensky e a Papa Leone XIV, precisando comunque di mantenere immutata la propria stima nei confronti del comandante e del personale della Base di Aviano.
E quella del Comune.
Sulla stessa linea il sindaco di Pordenone, Alessandro Basso, che ha definito la scelta “fatta con dispiacere, non con ostilità“.
“Pordenone ha sempre avuto un rapporto di rispetto e di buona vicinanza con la comunità americana presente sul nostro territorio, e questo legame non viene messo in discussione. Quello che non possiamo ignorare è che le relazioni tra alleati si fondano sul rispetto reciproco, e quando questo viene a mancare è giusto che le istituzioni assumano una posizione coerente”, ha dichiarato il primo cittadino.
Basso ha infine ribadito che la decisione non rappresenta una presa di distanza dalla comunità statunitense presente ad Aviano, ma un segnale istituzionale legato all’attuale contesto politico e diplomatico.
