Dalla ricerca nuove armi contro il cancro: 1,8 milioni al Cro di Aviano per progetti innovativi

L'assessore regionale Riccardo Riccardi con i ricercatori del Cro di Aviano che hanno realizzato i progetti di ricerca finanziati dal ministero della Salute

Il Centro di Riferimento Oncologico (CRO) di Aviano si conferma tra le eccellenze italiane nel campo della ricerca scientifica: quattro progetti presentati dall’IRCCS avianese sono stati infatti selezionati nell’ambito del bando di ricerca finalizzata del Ministero della Salute, ottenendo un finanziamento complessivo di 1,8 milioni di euro.

Nel dettaglio, ciascun progetto riceverà 450mila euro. Il bando si è rivelato particolarmente competitivo: a fronte di 1.431 proposte presentate a livello nazionale, solo 370 sono state ammesse al finanziamento.

Riccardi: “Scelte strategiche sul capitale umano”

A commentare il risultato è stato l’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, intervenuto ad Aviano in occasione della presentazione dei progetti. “Negli ultimi anni abbiamo compiuto scelte importanti, investendo risorse significative nella stabilizzazione dei ricercatori precari del Cro di Aviano e rafforzando il legame tra ricerca, formazione e assistenza clinica, anche con l’insediamento della Scuola di specializzazione in Oncologia medica dell’Università di Udine all’interno dell’Istituto avianese”.

“Sono decisioni determinanti che permettono ai professionisti della ricerca di programmare con maggiore serenità il proprio futuro e di esprimere al meglio talento e competenze. I risultati che vediamo oggi, premiati dal ministero della Salute, ne sono una conferma concreta”.

Riccardi ha poi sottolineato come il Friuli Venezia Giulia sia stata la prima Regione a investire strutturalmente nella stabilizzazione dei ricercatori: “Si tratta di una scelta strategica sul capitale umano, che consente di trattenere competenze e valorizzare i giovani talenti. Due dei quattro progetti finanziati sono infatti guidati da ricercatori under 40: un segnale importante della qualità del lavoro svolto e della vitalità scientifica dell’Istituto”.

I progetti finanziati: tra giovani ricercatori e innovazione clinica

I progetti selezionati si dividono tra area “Under 40” e area “Senior”, confermando la forte integrazione tra giovani ricercatori e professionisti esperti.

Tra i progetti guidati da ricercatori under 40 figura quello coordinato da Federico Pozzo dell’Oncoematologia clinico sperimentale, che punta a individuare un nuovo approccio per valutare l’impatto delle immunoglobuline nei pazienti affetti da leucemia linfatica cronica. Al progetto partecipano anche Erika Tissino e Filippo Vit, entrambi ricercatori dell’Oncoematologia del CRO.

Sempre tra i giovani è stato finanziato il progetto guidato da Naike Casagrande, ricercatrice della struttura di Oncologia molecolare e modelli preclinici di progressione tumorale. Insieme a Nicolò Clemente e Martina Taborelli, lo studio si concentra sull’individuazione di un nuovo biomarcatore del cancro ovarico per prevedere la risposta ai trattamenti e migliorare la personalizzazione delle terapie.

Per la categoria Senior è stato selezionato il progetto guidato da Paola Spessotto, che utilizza la tecnica dell’endomicroscopia laser confocale per valutare in tempo reale la tenuta della barriera intestinale e prevedere efficacia terapeutica ed effetti collaterali gastrointestinali. Il team include Stefano Realdon, Elena Ongaro e il professor Riccardo Dolcetti, attualmente alla guida della divisione Clinical and Translational Immunotherapy al Peter MacCallum Cancer Center di Melbourne.

Infine, è stato finanziato anche un progetto di oncologia di precisione sul cancro ovarico che utilizza organoidi e intelligenza artificiale per creare una biobanca di modelli preclinici. Il coordinamento è del professor Flavio Rizzolio, con Agostino Steffan come co-responsabile e il contributo del professor Tiziano Tuccinardi dell’Università di Pisa.

Baldassare: “Ricerca traslazionale al servizio dei pazienti”

Soddisfazione è stata espressa dal direttore scientifico del CRO, Gustavo Baldassare. “Sono molto contento del risultato ottenuto dai nostri ricercatori e, in particolare, dai giovani che si dimostrano, ancora una volta, in grado di competere con successo nel panorama nazionale della ricerca sanitaria”.

“Il fatto che tre dei quattro progetti vincitori siano guidati da un ricercatore pre-clinico e da uno clinico è un ulteriore motivo di soddisfazione e dimostra come al CRO siamo in grado di portare avanti ricerche traslazionali all’avanguardia che mirano a un veloce trasferimento dal laboratorio al letto del paziente, in linea con la nostra missione istituzionale”.