Per la terza volta il concorso “Ti racconto il mio soccorso”, promosso dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, premia un racconto legato alle montagne del Friuli Venezia Giulia. L’edizione 2026 ha visto come vincitrice un’opera ambientata sul Monte Sernio, confermando il forte legame tra il territorio regionale e le storie di soccorso in ambiente alpino.
A conquistare il primo posto è stata Raffaella Faggionato con il racconto Angeli sulle montagne, in cui si narra in prima persona un salvataggio vissuto dall’autrice nell’estate 2025 dopo una caduta di circa venti metri in un canale roccioso, proprio sul Monte Sernio.
Il racconto è disponibile sulla piattaforma www.kepown.com e sarà pubblicato sulla rivista del Soccorso Alpino e Speleologico insieme a quello, ex aequo, di Albertina Betty Da Deppo, soccorritrice cadorina autrice di Una barba di brillanti, che racconta il difficile recupero di un’alpinista precipitata sulle Dolomiti trent’anni fa.
Un concorso nato in Friuli Venezia Giulia
Il concorso è nato proprio in Friuli Venezia Giulia tra il 2020 e il 2021. La prima edizione è stata vinta da Emanuela Margherita con All’addiaccio, mentre la seconda edizione del 2024 ha premiato Sara Fuccaro con Mandi Mame Rita. Nel 2026 i racconti provenienti dal Friuli Venezia Giulia sono stati cinque su un totale di trentasei partecipanti, confermando la forte partecipazione del territorio.
Il giudizio della giuria su “Angeli sulle montagne”
Ecco il giudizio della giuria sul racconto vincitore del Friuli Venezia Giulia 2026:
“Il racconto, ricco di simbolismo, immagini e tensione emotiva, è la narrazione in prima persona di un salvataggio avvenuto nel 2025 su una montagna del Friuli, dal punto di vista della donna soccorsa. Un punto di vista estremamente realistico, pennellato di caotica concitazione mista a ricordi vividi, oltre che pregno di gratitudine nei confronti dei soccorritori”.
“Il testo ricostruisce l’incidente attraverso flashback frammentati che mimano lo stato di shock post-traumatico ed eleva alcuni oggetti come lo zaino e il ciondolo d’oro a simboli del destino e della salvezza. L’estrema e sincera onestà che ne caratterizza esposizione e contenuto arriva agli occhi e al cuore dei lettori, trasformando la confusione della protagonista in una lucida e preziosa testimonianza.”
La giuria del concorso
La giuria era composta da giornalisti e membri del Soccorso Alpino, tra cui Giacomo Giordani, soccorritore di lungo corso di Claut, Melania Lunazzi, ideatrice del concorso, Simone Breda di Kepown, Pier Giorgio Baldracco, presidente onorario del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, Andrea Greci, direttore della Rivista del Club Alpino Italiano, Monica Malfatti, giornalista e responsabile stampa del Soccorso Alpino Trentino, e Pietro Lacasella, giornalista de L’Altramontagna.
“Queste testimonianze raccontano il lato più umano del soccorso e rappresentano un patrimonio di grande valore per il nostro Corpo – ha dichiarato Roberto Bolza, vicepresidente del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico -. Attraverso queste storie possiamo custodire esperienze che altrimenti andrebbero perdute e contribuire a diffondere una sempre maggiore cultura della prevenzione e della sicurezza negli ambienti montani e impervi”.
“Tutte storie vere e uniche – ha sottolineato Lunazzi – che portano alla luce un articolato vissuto di sentimenti, emozioni, risorse e rinascite, che normalmente va perduto perché nella cronaca non ne rimane traccia. Lo scopo del concorso è far affiorare storie di vita scritte senza filtri, fermate sulla carta prima che vadano perdute e raccontate in soggettiva da chi le ha vissute in prima persona”.
