Igiene e tracciabilità, chiuso un negozio di alimentari: multa da 5mila euro

Un negozio alimentare di vicinato con annessa macelleria è stata sospesa nei giorni scorsi a Monfalcone a seguito di controlli congiunti della Polizia locale e dell’Azienda Sanitaria. Alla titolare, una cittadina bengalese, sono state inoltre comminate sanzioni per un importo complessivo superiore ai 5.000 euro. L’intervento rientra nell’ambito delle verifiche sul territorio finalizzate alla tutela dei consumatori e al rispetto delle normative in materia di sicurezza alimentare e commercio.

Le irregolarità riscontrate.

Nel corso dell’ispezione sono state riscontrate diverse irregolarità. Tra queste, la vendita di prodotti privi delle informazioni obbligatorie in lingua italiana, il mancato rispetto delle procedure di autocontrollo previste dalla normativa europea e l’assenza di indicazioni su origine e tracciabilità per alcuni prodotti ortofrutticoli. Contestata anche la mancata esposizione dei prezzi al pubblico e la carenza di adeguata formazione del personale.

A seguito delle violazioni accertate, sono stati elevati verbali amministrativi per un totale di 5.100 euro. Parallelamente, l’Azienda Sanitaria ha disposto la sospensione dell’attività, che resterà chiusa fino al ripristino delle condizioni di sicurezza alimentare previste dalla normativa.

Sull’operazione è intervenuta il consigliere delegato alla sicurezza ed europarlamentare Anna Maria Cisint, che ha sottolineato il ruolo dei controlli: “L’attività di controllo è essenziale per garantire standard elevati di sicurezza alimentare e trasparenza nei confronti dei consumatori. Il rispetto delle regole è un presupposto imprescindibile per tutelare sia i cittadini sia gli operatori economici che lavorano correttamente”.