L’intitolazione della sala consiliare a Giuseppe Zamberletti.
A cinquant’anni dal terremoto del Friuli, il ricordo della ricostruzione e di chi ne fu protagonista torna al centro della vita istituzionale. A Buja, la rinnovata sala consiliare del municipio è stata intitolata a Giuseppe Zamberletti, figura chiave nella gestione dell’emergenza e considerato il “padre” della moderna Protezione civile italiana.
Un momento carico di significato simbolico e civile, che ha visto la partecipazione dell’assessore regionale Riccardo Riccardi e di numerose autorità, nel segno della memoria e dell’attualità di un modello che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento.
“Al Comune di Buja spettano il plauso e la gratitudine della Regione per aver scelto di intitolare a Giuseppe Zamberletti la rinnovata sala consigliare, luogo della democrazia e delle decisioni. Credo sia il modo migliore per celebrare un uomo che ha saputo compiere scelte difficili, le quali hanno plasmato il destino della nostra terra e delle sue comunità. È grazie alle decisioni da lui assunte subito dopo il terremoto se oggi, a cinquant’anni di distanza da quando l’Orcolat ha colpito la nostra comunità, possiamo raccontare la storia di un Friuli non solo ricostruito ma divenuto un modello apprezzato in tutto il mondo”.
Il modello di Protezione civile e le sfide future.
Ricordando come Zamberletti sia considerato il “padre” della moderna Protezione civile, Riccardi ha sottolineato che “il modello da lui creato va tutelato attraverso una necessaria revisione degli strumenti che lo governano. Se fosse ancora tra noi, oggi ci direbbe che non bisogna avere paura di andare avanti perché le nostre posizioni sono legittime. Dobbiamo quindi lavorare per definire con maggiore puntualità le conseguenze relative alle responsabilità. Un primo fondamentale passo in tal senso è già stato compiuto grazie alla norma che ha escluso l’applicazione della normativa in materia di sicurezza sul lavoro alla Protezione civile. Ora la Commissione Affari Costituzionali del Senato sta lavorando per stabilire in maniera più puntuale i profili di responsabilità, così da garantire l’operatività del sistema. Un passaggio fondamentale senza il quale rischieremmo di disperdere una parte importante dell’eredità lasciataci da Zamberletti”.
In merito a questo tema l’assessore ha rivolto un ringraziamento a tutte le forze politiche per la compattezza dimostrata a sostegno del modello della Protezione civile Fvg. “Zamberletti fu ispiratore di insegnamenti che ancora oggi possono essere calati nell’attualità. Anche grazie a lui, la classe dirigente post terremoto, pur continuando a confrontarsi sulle questioni ordinarie, seppe compattarsi e sostenere all’unanimità tutti i provvedimenti straordinari che riguardavano la ricostruzione. Aver trovato la stessa condizione in chi ragionerà sulle nuove norme è sicuramente importante. Mi auguro che possiamo far tesoro anche di questa esperienza e adottare questi principi anche in altri processi di riforma importanti per il nostro territorio”.
Il ricordo dell’emigrazione e della solidarietà
Tracciando un ulteriore parallelo con l’attualità, Riccardi ha rimarcato che “dopo il sisma, il Friuli Venezia Giulia ha avuto aiuto dal Governo, dalle altre Regioni e anche dalle comunità dei nostri corregionali all’estero. La nostra era infatti una terra povera che conosceva l’emigrazione, con persone che sono andate in tutto il mondo per rivendicare il diritto di lavorare con correttezza e determinazione, senza mai dimenticare quali erano i doveri nei confronti dei Paesi dove si trovavano. Non dobbiamo quindi dimenticare che la solidarietà ricevuta è figlia anche di quell’esperienza”.
All’intitolazione della sala consigliare a Zamberletti, suggellata con la scopertura della targa dedicata alla sua memoria, hanno preso parte, oltre a un folto pubblico, il sindaco di Buja, Silvia Maria Pezzetta, il rappresentante della Comunità collinare del Friuli Marco Chiapolino, esponenti delle istituzioni nazionali, regionali e degli enti locali.
