La svolta green di Ampezzo, cittadini e imprese uniti nella Comunità per la produzione di energia pulita

Energia rinnovabile ad Ampezzo.

Partirà da Ampezzo, nella Alta Val Tagliamento, il primo progetto pilota di Comunità Energetica Rinnovabile (Cer). Si realizzeranno a livello locale modelli innovativi di produzione e gestione di energia rinnovabile a Km 0, che puntano alla centralità del cittadino consumatore/produttore (prosumer), cui deve essere garantito un accesso più equo e sostenibile al mercato.

L’iniziativa, promossa dal sindaco Michele Benedetti, intende analizzare la fattibilità ed avviare la sperimentazione di questo progetto pilota. La Comunità Energetica Rinnovabile è un gruppo a partecipazione volontaria e autonoma, i cui membri (persone fisiche, Pmi ed enti territoriali), appartenenti a una determinata zona, decidono di collaborare con lo scopo di produrre e condividere energia pulita per trarne benefici ambientali, economici e sociali e, quindi, ridurre i costi energetici.

“Comunità – dichiara il sindaco – significa soprattutto capacità di aggregazione a livello locale, con una logica che favorisca le persone e i territori, che rivendicano un ruolo nella creazione di valore attraverso l’innovazione nel modo di generare, consumare e gestire energia prodotta in loco. Tra i Comuni Montani e di Area Interna il progetto di Ampezzo è un primo passo per un “territorio sostenibile” ha dichiarato Benedetti specificando che “la Comunità Energetica dei Cittadini è un processo consapevole e nella forma sarà una associazione senza scopo di lucro, aperta alla partecipazione di tutti”.

L’iniziativa favorisce le disposizioni di un complesso di 8 direttive e regolamenti europei noti come “Clean Energy Package” per la riduzione delle emissioni climalteranti e la sostenibilità ambientale; si colloca in una tabella di marcia che di fatto attua il “Decreto Rilancia Italia” emanato dal Governo italiano a fronte dell’emergenza Covid-19.

Con il “Progetto Pilota” di Ampezzo si possono efficacemente sperimentare nuovi modelli di business e nuovi prodotti finanziari, secondo un approccio “bottom-up” che parta dalla valorizzazione sistematica delle opportunità offerte da questo momento di emergenza pandemica nel quale è imperativo cavalcare il cambiamento con coraggio e determinazione. Verranno valutati alcuni ambiti del Comune, coinvolgendo il capoluogo e le frazioni. Sarà realizzato il sistema di gestione, con l’ausilio tecnico e scientifico della Cooperativa Energy4com e verrà messa a disposizione una piattaforma online per il monitoraggio dei flussi energetici in tempo reale. In questo modo ogni partecipante alla Comunità energetica potrà capire in tempo reale come sta andando l’iniziativa e se sta funzionando: chi produce, quanto produce, chi autoconsuma e quanto. Inoltre, la piattaforma permetterà alla comunità energetica di sapere, fin da subito, come dovranno essere ripartiti, equamente e tra i singoli componenti, i contributi economici che il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) riconoscerà alla Comunità energetica, alla luce della condivisione dell’elettricità prodotta.

Circa le fonti di finanziamento, il Comune di Ampezzo – specifica Benedetti – è disponibile a realizzare un primo impianto di produzione, sicuramente fotovoltaico, che dovrà però essere dimensionati sulla base dei consumi della futura comunità. Si prevedono pure l’installazione di dispositivi di accumulo, di apparecchiature di controllo ed anche di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici. Ulteriori risorse potranno essere messe a disposizione sia da privati interessati sia da investitori. Le attività si potranno svolgere anche in collaborazione con imprese, progettisti ed installatori locali.

“La sfida – ricorda infine Benedetti – oltre a promuovere un territorio “Green” nella prospettiva di una progressiva fuoriuscita dall’economia basata sul ciclo del carbonio, è anche quella di assicurare una regia territoriale condivisa e sostenibile delle iniziative per la Transizione Energetica, aiutando il settore privato a evolvere ed a crescere nell’interesse delle comunità locali”.