Vecchi attrezzi di lavoro, scarpe, lattine, persino lavatrici: c’era qualsiasi genere di rifiuto nella discarica a cielo aperto scoperta qualche mese fa dal personale della Stazione forestale di Villa Santina nella frazione di Ovasta, a Ovaro. Una mole di spazzatura impressionante, accumulata, con tutta probabilità, in decenni, in due aree – di 1.400 metri quadri la prima, di 1.000 metri quadri la seconda – all’interno una proprietà comunale in un pendio boscato vicino al Cammino delle Pievi.
Le indagini e le fototrappole.
Per risalire ai responsabili, i forestali hanno piazzato diverse fototrappole nei punti strategici di accesso al sito. L’analisi dei filmati e delle immagini, condotta in collaborazione con la Polizia locale della Comunità di Montagna della Carnia (sede di Ovaro), ha permesso di identificare e denunciare sei persone. Per ognuna di loro è scattata anche una sanzione amministrativa di 2.500 euro.
Bonifica in corso e regole più severe
Mentre l’inchiesta si avvia alla conclusione, il Comune di Ovaro ha attivato i propri operai per la bonifica ambientale dell’area. Vista la quantità di rifiuti accumulata nel tempo, le operazioni di pulizia richiederanno diverse settimane.
Il Corpo forestale regionale, che continuerà a monitorare la zona per evitare nuovi scarichi abusivi, ricorda che le norme sono diventate molto più rigide: le recenti modifiche al Codice dell’Ambiente (D.Lgs. 152/2006) hanno inasprito le sanzioni, e oggi l’abbandono di rifiuti non pericolosi può comportare ammende fino a 18.000 euro.


