Due aggressioni in meno di 24 ore, tre operatori sanitari feriti e un nuovo allarme sulla sicurezza all’interno del Pronto soccorso dell’ospedale di Monfalcone. Gli episodi si sono verificati tra il 27 e il 28 luglio e hanno spinto la UIL Fp Friuli Venezia Giulia a denunciare quella che viene definita una vera e propria escalation di violenza nei confronti del personale sanitario.
Il primo episodio è avvenuto nella serata del 27 luglio, intorno alle 19. Un paziente già noto ai servizi per precedenti comportamenti aggressivi avrebbe colpito con un pugno al collo un operatore sanitario mentre si trovava all’interno di un ambulatorio per essere visitato. Per il lavoratore si è reso necessario l’intervento dei Carabinieri e le lesioni riportate hanno comportato una prognosi di otto giorni.
Il giorno dopo una seconda aggressione: tre operatori coinvolti
A meno di 24 ore di distanza, il Pronto soccorso di Monfalcone è stato teatro di un secondo episodio, secondo quanto riferito dalla UIL Fp Fvg ancora più grave. Una donna, già conosciuta dai servizi per la sua condizione di tossicodipendenza e per precedenti comportamenti aggressivi, avrebbe dato in escandescenze all’interno della struttura, aggredendo il personale sanitario presente.
Il bilancio provvisorio è di un’infermiera e un’operatrice socio-sanitaria aggredite fisicamente, oltre a un’altra infermiera che sarebbe stata violentemente spintonata. Durante la colluttazione alcuni operatori sarebbero stati scaraventati contro gli arredi dell’ambulatorio. A evitare conseguenze ancora più gravi è stato l’intervento della guardia particolare giurata in servizio, riuscita a immobilizzare la donna fino all’arrivo dei Carabinieri.
La denuncia del sindacato: “Non sono più episodi isolati”
Dopo la doppia aggressione, la UIL Fp Friuli Venezia Giulia torna a chiedere interventi immediati per la sicurezza del personale sanitario. “Non possiamo più parlare di episodi isolati. Siamo di fronte a una vera e propria escalation di violenza che sta trasformando il Pronto Soccorso di Monfalcone in un luogo dove medici, infermieri e operatori socio-sanitari rischiano ogni giorno la propria incolumità mentre svolgono il loro lavoro”, ha dichiarato il segretario generale della UIL Fp Fvg Stefano Bressan.
Il sindacato chiede da tempo misure specifiche per prevenire le aggressioni, tra cui una maggiore presenza delle forze dell’ordine nei presidi più esposti, sistemi di sicurezza più efficaci e percorsi dedicati per la gestione dei pazienti a rischio.
Chiesta una nuova porta di sicurezza e vigilanza continua
Tra le richieste avanzate dopo l’ultimo episodio c’è anche l’installazione di una porta anti-intrusione nelle aree riservate al personale sanitario. “Ci era stato assicurato che sarebbe stata installata. Oggi diciamo con forza che non è più rinviabile: quella porta deve essere realizzata immediatamente”, ha spiegato Bressan.
La UIL Fp chiede inoltre un servizio di sicurezza dedicato operativo 24 ore su 24, sottolineando come non sia sufficiente intervenire dopo un’aggressione, ma sia necessario prevenirla. “Non possiamo aspettare che ci scappi il morto per decidere di intervenire. Le promesse devono lasciare spazio ai fatti”, ha aggiunto il segretario.
La preoccupazione del sindacato riguarda anche la continuità dell’assistenza: episodi di questo tipo, viene sottolineato, possono mettere a rischio non solo i lavoratori ma anche il regolare svolgimento delle attività a tutela dei pazienti.
