Friulano ucciso a Padova, arrestato l’amico e socio: il movente legato alla droga

Nella prima mattinata di oggi, giovedì 23 aprile, la Squadra Mobile di Padova ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, richiesta dalla Procura della Repubblica di Padova e disposta dal Giudice per le indagini preliminari, nei confronti di un uomo di 45 anni, residente in provincia di Padova. L’uomo è gravemente indiziato nell’ambito delle indagini sull’omicidio del 48enne di origine friulana Marco Cossi, avvenuto nella tarda serata di domenica 19 aprile in via Isonzo.

Il ritrovamento

Poco prima della mezzanotte di domenica 19 aprile, una coppia di ragazzi in scooter, transitando in via Santi Fabiano e Sebastiano, ha notato un uomo sul ciglio della strada che agitava le braccia chiedendo aiuto, per poi accasciarsi a terra. Era sanguinante e ferito da un’arma bianca. I due hanno subito allertato la Sala Operativa della Questura. Sul posto sono arrivate le Volanti, la Squadra Mobile e un’ambulanza del 118. Il personale sanitario ha tentato di soccorrerlo, ma l’uomo è morto poco dopo.

Le prime indagini

Sul luogo è intervenuto il Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Padova, che ha assunto la direzione delle indagini. Con lui anche gli specialisti del Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica di Padova (GIPS), che hanno isolato la scena del crimine e avviato i primi rilievi.

Dai primi accertamenti è emerso che la vittima era arrivata in via Santi Fabiano e Sebastiano con la propria auto, parcheggiata a bordo strada, verosimilmente per incontrare qualcuno. Fin da subito è stata esclusa l’ipotesi della rapina: la vittima aveva ancora con sé portafogli e cellulare.

La pista dell’overkilling

La violenza dell’aggressione, con numerosi fendenti al volto, al collo, ai fianchi, all’addome e al torace, ha fatto emergere un caso di “overkilling”, cioè un eccesso di violenza che, secondo la letteratura criminalistica, può indicare una conoscenza diretta tra vittima e aggressore.

Questo elemento ha portato gli investigatori a concentrare le indagini su amici e conoscenti stretti della vittima, individuando un uomo di 45 anni della provincia di Padova, con cui Cossi si era incontrato la sera dell’omicidio.

Le prime verifiche

Dall’analisi del cellulare della vittima sono emerse quattro persone con cui aveva avuto contatti poche ore prima della morte. Gli investigatori hanno quindi convocato queste persone già nella mattinata di lunedì 20 aprile per ricostruire gli ultimi rapporti della vittima.

L’attenzione si è concentrata sull’odierno indagato. Durante l’ispezione della sua auto, nel bagagliaio è stato trovato un gilet smanicato con evidenti tracce di sangue, sia da gocciolamento sia da contatto. L’uomo non ha saputo fornire spiegazioni.

Le immagini e gli interrogatori

Le telecamere di videosorveglianza vicino all’abitazione dell’indagato lo hanno ripreso mentre usciva di casa la sera e rientrava poco prima della mezzanotte indossando lo stesso gilet poi ritrovato nel bagagliaio, intriso di sangue. Nel pomeriggio del 20 aprile è stato ascoltato per oltre tre ore da PM e Squadra Mobile. Alla luce delle contraddizioni emerse, è stato indagato in stato di libertà per omicidio volontario.

Le dichiarazioni e l’interrogatorio lungo

La mattina successiva, martedì 21 aprile, l’uomo ha contattato la Questura chiedendo di parlare con l’ispettore della Squadra Mobile e annunciando che si sarebbe presentato per rendere ulteriori dichiarazioni autoaccusatorie.

Il Pubblico Ministero si è recato in Questura e, con gli agenti della Squadra Mobile e alla presenza del legale, è stato svolto un interrogatorio durato circa 10 ore. Successivamente sono stati effettuati ulteriori sopralluoghi sulla scena del crimine, anche per cercare l’arma del delitto, ancora non ritrovata.

Il movente

Dalle indagini è emerso che tra la vittima e l’aggressore esistevano accordi per avviare insieme un’attività di food truck. Durante l’incontro della sera del 19 aprile sarebbe però nata una discussione: la vittima avrebbe voluto utilizzare il camioncino dell’indagato, usato per la vendita di panini, come copertura per attività illecite legate alla vendita di sigarette al liquido THC e altre droghe sintetiche.

L’arresto

Procura e Squadra Mobile sono arrivate all’identificazione dell’aggressore già nelle 24 ore successive al delitto, grazie a un quadro probatorio basato su telecamere, tabulati telefonici, testimonianze e perquisizioni. Questi elementi hanno portato la Procura a chiedere e ottenere dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Padova la custodia cautelare in carcere per omicidio volontario aggravato.

Al termine dell’esecuzione della misura, l’uomo è stato portato alla Casa Circondariale “Due Palazzi” di Padova, a disposizione dell’autorità giudiziaria.