Martedì 16 giugno 2026, dalle 8.30 del mattino, la diga di Ravedis sarà protagonista di una prova tecnica di svaso delle paratoie sul torrente Cellina. Un’operazione programmata che, temporaneamente, modificherà in modo sensibile la portata del corso d’acqua, con la formazione di un’onda di piena artificiale che scenderà lungo l’alveo fino alla confluenza con il torrente Meduna.
Non si tratta di un evento straordinario, ma di una simulazione controllata che permette di verificare il funzionamento dell’impianto e la risposta del sistema idraulico in condizioni di rilascio rapido delle acque. Un test che, pur nella sua natura tecnica, ha un impatto visibile sul paesaggio del Cellina, con l’acqua che aumenta di livello e velocità lungo il greto del torrente.
Il Cellina “in movimento” per una prova di sicurezza
Per alcune ore il torrente cambierà volto: tratti normalmente tranquilli potranno vedere un innalzamento improvviso della portata, mentre l’acqua scorrerà con maggiore energia lungo l’alveo e le aree golenali. È proprio questa dinamica controllata che consente ai tecnici di verificare la tenuta del sistema e la gestione dei flussi in scenari critici.
Attenzione alle aree interessate
Durante le operazioni viene raccomandato di non sostare nelle zone indicate lungo il corso del torrente Cellina, che potrebbero essere interessate dal passaggio dell’onda di piena artificiale.
La Protezione Civile Friuli Venezia Giulia invita alla massima prudenza e collaborazione, sottolineando l’importanza di rispettare le indicazioni di sicurezza per tutta la durata dell’intervento.
Un test che racconta la gestione del rischio
Dietro un’operazione apparentemente tecnica si muove una logica più ampia: la manutenzione e il controllo continuo delle infrastrutture idrauliche del territorio. Le prove di svaso, come quella in programma alla diga di Ravedis, sono strumenti fondamentali per garantire la sicurezza delle comunità a valle e migliorare la capacità di risposta in caso di emergenze legate all’acqua e al clima.

