Il Friuli 50 anni dopo l’Orcolat: Mattarella e Meloni rendono omaggio a un’impresa collettiva

Il 6 maggio 1976 resta una linea netta nella storia del Friuli. In 59 secondi, a partire dalle 20:59, il terremoto cancellò interi paesi e spezzò quasi mille vite. A distanza di cinquant’anni, quel momento continua a definire l’identità di una comunità che ha conosciuto il dolore più profondo e, allo stesso tempo, una straordinaria capacità di rialzarsi.

Subito dopo la tragedia, accanto ai soccorsi, prese forma una risposta collettiva che avrebbe fatto scuola. La mobilitazione spontanea delle comunità fu sostenuta dallo Stato con strumenti nuovi, dando vita a un modello di ricostruzione ancora oggi studiato. La decisione di ricostruire i paesi dov’erano, senza abbandonarli, è diventata il simbolo più forte di quella stagione.

I primi momenti di ricordo

Le celebrazioni del cinquantenario si sono aperte nelle prime ore della giornata di oggi con una serie di appuntamenti dedicati alla memoria. Alle 9:00, nella sede dell’Associazione Nazionale Alpini in via Scugjelàrs, è stata deposta una corona al cippo che ricorda le penne nere morte durante il sisma.

A seguire, in piazzale Chiavola, si sono svolti l’alzabandiera e la deposizione di una corona al monumento dedicato alle vittime e all’opera dei Vigili del Fuoco. Alle 10:30, la commemorazione si è spostata alla caserma Goi-Pantanali, dove è stata celebrata la Santa Messa in ricordo dei militari caduti, un luogo simbolico che nei giorni scorsi aveva già ospitato una funzione officiata dal cardinale Zuppi.

Gemona al centro delle celebrazioni

Il momento più significativo della giornata si concentrerà nel pomeriggio di oggi con l’arrivo a Gemona del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, accolti dal Governatore Massimiliano Fedriga. Il Capo dello Stato atterrerà a Rivolto attorno alle 16: il primo appuntamento in agenda è un omaggio silenzioso al cimitero, con la deposizione di una corona d’alloro in ricordo delle vittime.

Alle 17:00, il Cinema Teatro Sociale diventerà sede di una riunione straordinaria del Consiglio regionale, che sarà aperto dalla Fanfara della Brigata Alpina Julia. Tra le circa 330 autorità presenti ci saranno gli ex Presidenti della Regione Fvg e gli ex Presidenti del Consiglio Regionale nonché i 105 sindaci dei Comuni colpiti, riuniti con le fasce tricolori come segno di continuità istituzionale e di un legame mai interrotto con quei territori. Si proseguirà poi con la visita a Palazzo Elti per la mostra sui 50 anni del terremoto e gli 80 anni del Messaggero Veneto.

Una partecipazione che coinvolge tutti

Il ricordo si estende oltre i luoghi ufficiali. In piazza del Ferro sono stati installati maxischermi per permettere alla cittadinanza di seguire in diretta il discorso del Capo dello Stato e i lavori del Consiglio. Se le condizioni meteo lo consentiranno, è previsto anche il sorvolo delle Frecce Tricolori, a sottolineare il carattere solenne della giornata.

Tra raccoglimento e sguardo al futuro

La sera riporta la commemorazione a una dimensione più intima. Alle 19:45 è previsto il ritrovo sotto la loggia comunale per raggiungere il Duomo, dove verrà celebrata una Santa Messa di suffragio. Da lì partirà un corteo accompagnato dai canti del Coro Glemonensis verso il cimitero, per l’ultimo omaggio alle vittime. Alle 21, inoltre, tutte le campane del Friuli suoneranno all’unisono, in memoria di chi perse la vita sotto le macerie.

Il cinquantenario, però, non si chiude nel ricordo. Nei prossimi giorni, la caserma Goi-Pantanali ospiterà un concerto gratuito di Andrea Bocelli, un segno che prova a trasformare la memoria del dolore in un momento condiviso di rinascita e speranza.