Droni italiani nei cieli del Friuli: lo spettacolo per le nozze di Tullio ed Evelina

I cieli di Nogaredo al Torre (UD) sono stati attraversati, nella serata di sabato 6 giugno a partire dalle ore 23, da una coreografia luminosa realizzata interamente con droni di produzione italiana. È stata la prima volta che uno show del genere, sviluppato con tecnologia e prodotti nazionali, è andato in scena in Friuli Venezia Giulia.

A proporre lo spettacolo, l’amministratore delegato di Fabbrica Italiana Droni (FID), Tullio Iaria, che in quella stessa giornata è convolato a nozze con l’udinese Evelina Russo nella splendida Villa Gorgo. Lo sposo ha scelto di trasformare il momento personale in un gesto rivolto anche alla comunità: lo spettacolo, programmato a un centinaio di metri d’altezza, è stato visibile non solo dagli invitati, ma da tutto il paese.

Iaria, pilota di aeroplano, porta nel proprio percorso professionale riconoscimenti maturati anche fuori dal perimetro aziendale. È stato insignito della medaglia Pro Ecclesia et Pontifice dalla Città del Vaticano e della medaglia di bronzo per benemerenza militare conferita dal Comando delle Truppe Ausiliarie dell’Esercito Italiano del Sovrano Ordine Militare di Malta, oltre ad aver ricevuto diversi encomi nel corso dell’attività di servizio.

A firmare la coreografia, LUMINOSBEE, partner italiano specializzato in spettacoli con sciami di droni, le cui piattaforme operano con hardware e software sviluppati interamente in Italia. Una scelta coerente con l’identità professionale di Iaria e con il legame della coppia con il Friuli, terra d’origine della sposa.

L’iniziativa degli sposi è nata anche con l’intento di valorizzare e coinvolgere il territorio friulano, nel quale l’azienda investe da anni, contribuendo alla crescita del settore anche sotto il profilo tecnologico. “Nel Campo Volo di Povoletto opera un’area addestrativa certificata, nella quale vengono condotte attività di sperimentazione e formazione operatori”, ha spiegato Iaria. “L’obiettivo è raddoppiare la presenza regionale, con l’apertura di una seconda base presso l’aeroporto ‘Amedeo Duca d’Aosta’ di Gorizia, scalo per il quale è attualmente in corso l’iter autorizzativo”.

Lo spettacolo del 6 giugno, dunque, non rappresenta soltanto la cornice scenografica di un matrimonio, ma anche il segnale concreto di un’azienda che ha scelto di costruire in questa regione una parte significativa del proprio futuro industriale. Un impegno che si inserisce nel comparto dei sistemi a pilotaggio remoto, settore nel quale la filiera produttiva nazionale rappresenta ancora un’eccezione.