Barbara, la campionessa di bocce di Reana del Rojale

Tesserata per la Bocciofila Buttrio, il primo obiettivo, dopo la serie A, ora è la nazionale

Barbara Zurini ha 23 anni e pratica uno sport che è poco conosciuto a livello agonistico, soprattutto dai giovani: le bocce. Spesso si pensa che sia un passatempo tra amici, invece si tratta di una disciplina sportiva diffusa in tutti e 5 i continenti, in un totale di oltre 110 nazioni.

L’Italia, che è stata praticamente la culla del gioco fin dal tempo dei Romani, ha sempre avuto un ruolo di leadership a livello mondiale. Tanto che, a detta di Barbara, sarebbe il secondo sport dopo il calcio come numero di iscritti. Inoltre, “a tutto il 2016 – si legge sul sito della Federazione Italiana Bocce – le magliette azzurre si sono meritate 295 medaglie d’oro sui campi dei World Games, dei Giochi del Mediterraneo e dei campionati europei e mondiali.

Un traguardo mai raggiunto da nessun’altra federazione boccistica al mondo”. E pensare che tra queste ci sono anche le medaglie conquistate da Barbara, ventitreenne di Reana del Rojale. La sua passione per le bocce è iniziata da piccola, da quando un giorno, all’età di 10 anni, è andata assieme al papà a vedere una gara a Tavagnacco. Anche il nonno giocava e così ha deciso di provare, iniziando dapprima a Tavagnacco per 4 anni, spostandosi poi a Buttrio, dove è tesserata da otto anni per la Bocciofila Buttrio.

Quello delle bocce è uno sport che si può iniziare a praticare fin da piccoli ed è diviso in fasce di età fino alle categorie: partendo dal basso la C, la B e la A, a seconda delle varie discipline. I campionati di serie, infatti, si dividono in diverse specialità tra cui la raffa, il volo e il petanque; e si possono praticare individualmente (uno contro uno, con quattro bocce per giocatore), in coppia (due contro due, con tre bocce per giocatore), o in terne (tre contro tre, con due bocce per giocatore).

Barbara ha iniziato questo sport come hobby, per divertirsi, poi ha cominciato ad ottenere buoni risultati e dalla serie A ha intravisto la possibilità di entrare a far parte della nazionale. Prima delle gare si allena fino a quattro volte a settimana, anche con sedute atletiche, dato che tra le diverse prove c’è anche la staffetta: specialità di coppia che consiste nel percorrere, correndo, l’intera lunghezza del campo, che misura circa 30 metri, per un tempo di 5 minuti con lo scopo di colpire il maggior numero di bersagli fissi. Negli ultimi due anni ha vinto tre medaglie importanti: nel 2015 si è aggiudicata il primo posto all’europeo nella specialità combinato, nel 2016 è arrivata al terzo gradino del podio ai mondiali con il tiro tecnico e nel 2017 è diventata campionessa italiana nella specialità combinato.

Barbara consiglia a tutti, soprattutto ai giovani, di praticare questo sport “perché è più di quello che sembra. Serve molta coordinazione e molto allenamento; è un gioco di testa e di concentrazione in cui bisogna cercare di mantenere la tranquillità. È uno sport di squadra ma al contempo individuale perché durante la gara ci sei solo tu”.

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