Mettersi in gioco con la scrittura, esplorare sé stessi e dare forma alle proprie emozioni. È questo lo spirito che anima ogni anno il concorso di scrittura creativa promosso dal Franco Agostino Teatro Festival, che anche per la sua 16ª edizione ha coinvolto giovani da tutta Italia tra gli 11 e i 20 anni.
Tra i finalisti c’è anche Daniele Lanzaro, 18 anni, studente dell’IT Marinoni di Udine, che ha conquistato un posto tra i migliori nella categoria “Scrittori in erba”, arrivando fino alla serata conclusiva del 14 aprile a Crema.
Un racconto tra introspezione e crescita personale
Daniele si è distinto con il racconto “Riflessi di corde”, un testo che unisce sensibilità e profondità, affrontando il tema del viaggio interiore. “Ho esplorato il percorso di Trombetta, dallo scudo di cartone di un bambino che si difende dal mondo fino alla scoperta che il dolore dell’altro è spesso solo un riflesso delle nostre ferite”, racconta il giovane autore.
Una riflessione intensa, in linea con il tema scelto per questa edizione, “Specchio riflesso!”, che invita a interrogarsi sul rapporto con gli altri e sulla costruzione della propria identità. “Credo che la scrittura, come la musica, possa trasformare la realtà e darle nuova voce – aggiunge Lanzaro – . Essere tra i finalisti del FATF è motivo di grande gratitudine”.
Oltre ottanta racconti da tutta Italia: i vincitori dell’edizione 2026
Sono stati più di ottanta gli elaborati arrivati al concorso, selezionati da una giuria composta da scrittori, giornalisti ed esperti. Solo otto i finalisti complessivi, suddivisi tra le categorie Under 14 e “Scrittori in erba”. A decretare i vincitori è stato il presidente di giuria Luigi Garlando, autore molto amato dai giovani lettori, che durante la premiazione ha condiviso consigli e riflessioni sull’importanza della scrittura come strumento di crescita personale.
Ad aggiudicarsi il primo posto sono stati Greta Palumbo, dell’IC Luigi Chiesa di Spino d’Adda, con il racconto “L’incontro” per la categoria Under 14, e Fabio Nastasi, dell’IIS Galileo Galilei di Crema, con “Ciò che resta” per la categoria “Scrittori in erba”.
Un’esperienza che lascia il segno
“Il concorso nasce con l’obiettivo di avvicinare ragazze e ragazzi alla scrittura come forma di espressione e scoperta”, ha spiegato Gloria Angelotti, presidente del Festival. “Scrivere aiuta a conoscersi e a dare voce a pensieri ed emozioni. Vogliamo offrire ai giovani un’esperienza che resti nel cuore”.
In questa direzione, il Festival raccoglie ogni anno i racconti finalisti in una pubblicazione distribuita durante la serata di premiazione e resa disponibile anche online, dando così ulteriore visibilità al talento dei giovani autori.
