Un gruppo di vignaioli italiani riuniti nei giorni scorsi a Vinitaly ha inviato una lettera aperta al presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, chiedendo un confronto sulla gestione delle aree collinari colpite dall’alluvione del 17 novembre 2025, con particolare attenzione al vigneto storico “Ronco della Chiesa” a Brazzano.
Il gruppo “Vignaioli per il Ronco della Chiesa” si è costituito durante la manifestazione veronese a partire dal confronto tra produttori sui danni causati dall’evento e sulle ricadute sul patrimonio agricolo e paesaggistico regionale, inclusa la situazione dell’azienda Borgo del Tiglio di Nicola Manferrari.
Una rete di vignaioli da tutta Italia
I sottoscrittori dell’appello sono vignaioli provenienti da tutte le regioni italiane, dall’Alto Adige alla Sicilia, uniti dalla volontà di difendere un patrimonio agricolo, culturale e paesaggistico che considerano bene comune.
Nel testo si richiama la fragilità crescente delle aree collinari italiane e il ruolo dell’agricoltura come presidio del territorio. Vigneti, boschi e coltivazioni vengono indicati come elementi che contribuiscono alla stabilità dei suoli e alla manutenzione del paesaggio.
Il Ronco della Chiesa.
A sottolineare lo spirito dell’iniziativa è Walter Massa, primo firmatario della lettera, che afferma: “Non chiediamo interventi calati dall’alto. Chiediamo di essere messi in condizione di portare ciò che sappiamo fare da generazioni: leggere e curare questi territori prima che diventino fragili”.
Al centro della lettera il vigneto “Ronco della Chiesa”, impianto degli anni Cinquanta, considerato un esempio storico di viticoltura collinare del territorio e un patrimonio agricolo di particolare valore. Il vigneto è stato colpito da una frana e da una colata di fango innescate dalle piogge eccezionali che hanno interessato il versante del Monte Quarin, con danni alle vigne storiche e al suolo e la necessità di interventi di messa in sicurezza dell’area. I firmatari esprimono però preoccupazione per il rischio che tali interventi, se non calibrati, possano comprometterne l’identità e la continuità produttiva.
“Non sia la Redipuglia dei vignaioli”
Nel testo compare anche una frase destinata a sintetizzare la portata simbolica della vicenda: “Il Ronco della Chiesa non deve diventare la Redipuglia dei vignaioli”, utilizzata per esprimere il rischio che il vigneto venga trasformato in simbolo di perdita anziché in patrimonio da recuperare.
Il gruppo invita infine le istituzioni a riconoscere il sapere agricolo come risorsa concreta nella gestione del territorio e nella prevenzione del dissesto, chiedendo un confronto sulla situazione delle aree collinari colpite.
