Operazione dei carabinieri all’alba in provincia di Udine: quattro in carcere e uno ai domiciliari.
Un’operazione mirata dei carabinieri ha portato all’esecuzione di cinque misure cautelari nell’ambito di un’indagine su una serie di furti in abitazione messi a segno tra Friuli Venezia Giulia e Veneto. Il blitz è scattato nelle prime ore della mattinata di oggi, venerdì 17 aprile, in provincia di Udine.
Indagine partita da numerosi furti tra Friuli e Veneto
Il provvedimento, emesso dal Gip su richiesta della Procura della Repubblica, riguarda cinque persone ritenute coinvolte, a vario titolo, in una sequenza di colpi avvenuti tra gennaio e febbraio. Per quattro indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre una quinta persona sarà posta agli arresti domiciliari.
L’attività investigativa, coordinata dalla sezione operativa dell’Arma, è nata a seguito di una serie di episodi che avevano destato preoccupazione nei territori interessati. Gli inquirenti, anche grazie all’uso di strumenti tecnici, sono riusciti a ricostruire il quadro delle responsabilità, raccogliendo elementi ritenuti gravi nei confronti degli indagati.
Secondo quanto emerso, sarebbero almeno 13 i furti attribuiti al gruppo, messi a segno prevalentemente nelle ore serali e notturne. Un modus operandi studiato per agire con rapidità e ridurre il rischio di essere scoperti.
Per eludere i controlli, i sospettati avrebbero cambiato frequentemente veicoli, cercando di rendere più difficile la loro identificazione. Una strategia che però non è bastata a sfuggire al lavoro degli investigatori, che sono riusciti comunque a individuarli e a ricostruire i movimenti.
Gruppo legato da vincoli familiari
Gli indagati, tutti cittadini italiani di etnia sinti già noti alle forze dell’ordine per reati analoghi, sarebbero tra loro legati anche da rapporti familiari. Un elemento che, secondo gli inquirenti, avrebbe contribuito alla gestione coordinata delle attività illecite.
