Allarme automatico da GPS: scatta il piano di ricerca per una persona tra Banne e Opicina

È scattata nel pomeriggio di oggi, 30 aprile 2026, una complessa operazione di ricerca di persona nella zona tra Banne e Opicina, a Trieste, dopo la segnalazione di un allarme automatico ripetuto proveniente da un dispositivo GPS o da un telefono cellulare. L’allerta è stata ricevuta dalla sala operativa del NUE (Numero Unico Emergenza) del Friuli Venezia Giulia, che ha immediatamente attivato la macchina dei soccorsi.

In campo Vigili del fuoco, droni ed elicotteri

Le operazioni sono iniziate intorno alle 15 e vedono impegnati i Vigili del fuoco del comando di Trieste con più squadre operative. A coordinare le attività è il mezzo UCL (Unità di Comando Locale), che funge da posto di comando avanzato. Sul posto sono presenti la squadra del distaccamento di Opicina, il funzionario di guardia e il personale TAS (Topografia Applicata al Soccorso), impegnato nella mappatura e nel supporto alle operazioni di ricerca.

Sono stati attivati anche i nuclei cinofili regionali del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, oltre ai droni del nucleo SAPR (Sistema Aeromobili a Pilotaggio Remoto). In volo anche l’elicottero Drago 154 del Reparto Volo dei Vigili del fuoco di Venezia. Alle operazioni partecipano anche i Carabinieri, l’elicottero sanitario del Friuli Venezia Giulia e i volontari del CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico).

L’area delle ricerche

Le ricerche si concentrano nella zona tra Banne e Opicina, dove si presume possa trovarsi la persona a cui appartiene il dispositivo da cui è partito il segnale di allarme. Le attività proseguono senza sosta con l’obiettivo di individuare rapidamente la persona segnalata e verificare eventuali condizioni di emergenza.

L’aggiornamento.

Dopo accurate ricerche sia a terra che dal cielo tutte con esito negativo e in considerazione del fatto che dopo ripetuti allarmi l’apparecchio ha smesso di dare segnalazioni, i soccorritori hanno sospeso le operazioni di ricerca attorno alle 19. Si è ipotizzato un falso allarme: probabilmente il possessore dello strumento passeggiava lungo il sentiero carsico senza essersi accorto che l’apparecchio stava inviando la segnalazione di allarme che segnala le coordinate precise del punto in cui si trova.