La Regione Friuli Venezia Giulia mette sul tavolo 8 milioni di euro per sostenere il comparto dell’elettrodomestico e della subfornitura, mentre resta alta l’attenzione sulla vertenza Electrolux e sul futuro dello stabilimento di Porcia.
L’annuncio è arrivato in Consiglio regionale dall’assessore alle Attività produttive Sergio Emidio Bini, intervenuto durante la discussione della mozione sulla crisi del gruppo, approvata all’unanimità dall’Aula. Una presa di posizione compatta che, secondo l’assessore, rappresenta “l’espressione unanime di grande serietà istituzionale” e conferma che il Friuli Venezia Giulia “non intende assistere passivamente allo smantellamento di un pilastro della propria identità industriale”.
La crisi Electrolux e il nodo degli esuberi
Il caso riguarda il piano di ristrutturazione annunciato da Electrolux, che prevede circa 1.700 esuberi a livello nazionale e coinvolge anche lo stabilimento di Porcia, uno dei siti simbolo della storia industriale del territorio.
Bini ha sottolineato la tempestività della reazione regionale davanti all’annuncio dell’azienda, ribadendo che l’obiettivo è tutelare non solo l’occupazione, ma anche un intero sistema produttivo costruito negli anni attorno alla presenza del gruppo e alla filiera dell’elettrodomestico.
“Non si tratta di rivendicazioni di parte o di far prevalere un’ideologia sull’altra”, ha evidenziato l’assessore, “bensì di salvaguardare un segmento fondamentale della storia economica della nostra regione e dell’intero Paese”. In questa fase, ha aggiunto, “la demagogia deve cedere il passo al coraggio di affrontare la realtà con determinazione, anche a costo di posizioni scomode”.
Le preoccupazioni per la competitività europea

Nel suo intervento, Bini ha allargato il ragionamento al contesto economico internazionale, avvertendo che la crisi Electrolux rischia di non essere un caso isolato, ma una delle molte difficoltà che l’Europa potrebbe trovarsi ad affrontare nei prossimi anni.
Secondo l’assessore, l’Europa non avrebbe adottato negli ultimi decenni strategie economiche sufficientemente efficaci per sostenere la competitività delle imprese. “Oggi il contesto è profondamente mutato rispetto al passato”, ha detto, ricordando che le aziende europee si muovono ormai in un mercato globale, dove devono confrontarsi con realtà come Cina e India, caratterizzate da costi di produzione molto più bassi.
Bini ha puntato il dito anche contro il peso della burocrazia europea e contro alcuni vincoli introdotti nell’ambito del Green Deal. In particolare, ha citato il Carbon border adjustment mechanism e l’European union emissions trading system, che a suo avviso finiscono per tradursi in ulteriori oneri sulle aziende, riducendone i margini e rendendo più difficile competere sui mercati internazionali.
Il fondo da 8 milioni per elettrodomestico e subfornitura
In attesa di politiche europee più incisive, la Regione ha annunciato un intervento diretto. Con la legge di assestamento 2026, la Giunta istituirà un nuovo canale contributivo da 8 milioni di euro, destinato alle imprese dell’elettrodomestico e della subfornitura.
Le risorse serviranno a sostenere investimenti legati all’innovazione, al riposizionamento strategico e alla trasformazione dei processi produttivi. L’accesso ai contributi sarà però legato a una condizione precisa: il mantenimento o l’aumento dei livelli occupazionali.
“Sul caso Electrolux il messaggio emerso dai numerosi tavoli di confronto con sindacati, associazioni e lavoratori è univoco”, ha affermato Bini: “scongiurare con ogni mezzo qualsiasi tentativo di dismissione e puntare con forza al mantenimento dell’occupazione e al rilancio del sito produttivo”.
Il confronto del 15 giugno a Roma
La prossima tappa della vertenza sarà il 15 giugno a Roma, dove saranno valutate le proposte dell’azienda. La Regione, ha assicurato l’assessore, si presenterà al tavolo con una linea chiara: difendere il sito di Porcia, il lavoro e il ruolo strategico della filiera.
“Valuteremo le proposte dell’azienda”, ha concluso Bini, “ma non accetteremo passivamente decisioni che penalizzino un asset strategico per il nostro territorio, che ogni volta che si è mosso unito e con determinazione ha ottenuto risultati importanti”.
