Tra i quesiti della seconda prova alla Maturità anche il terremoto del Friuli.
Il terremoto del Friuli del 1976 entra anche tra le tracce della Maturità 2026. Dopo la prima prova di italiano, questa mattina, venerdì 19 giugno, gli studenti sono tornati sui banchi per affrontare la seconda prova scritta, quella diversa a seconda dell’indirizzo scolastico. E tra i quesiti proposti ai maturandi del liceo scientifico compare anche un riferimento al sisma che, cinquant’anni fa, colpì profondamente il Friuli.
Uno degli otto quesiti proposti agli studenti riguarda proprio le scosse del maggio e del settembre 1976. Ai maturandi viene chiesto di lavorare sul rapporto tra le ampiezze prodotte dai due eventi sismici, applicando gli strumenti matematici legati ai logaritmi e alla scala Richter.
Il sisma del 1976 nella prova di matematica
Il richiamo al terremoto del Friuli assume un significato particolare proprio nel 2026, anno in cui ricorre il 50esimo anniversario della tragedia.
Nella traccia dello Scientifico, il sisma diventa così il punto di partenza per un esercizio matematico. Gli studenti devono determinare il rapporto tra le ampiezze dei due eventi, partendo dai dati forniti e utilizzando il modello legato alla misura dell’intensità dei terremoti. Un modo per collegare la matematica a un evento reale, che per il Friuli resta una pagina centrale della propria storia.
La seconda prova allo Scientifico
La prova di matematica dello Scientifico si apre con una citazione di Albert Einstein tratta dalla conferenza Geometrie und Erfahrung del 1921: “Nella misura in cui i teoremi della Matematica si riferiscono alla realtà, non sono certi, e nella misura in cui essi sono certi, non si riferiscono alla realtà”.
Agli studenti sono stati proposti due problemi, tra i quali sceglierne uno. Il primo parte da un caso reale, il livello delle acque del lago di Bracciano tra il 2016 e il 2017, con la richiesta di costruire e studiare un modello matematico. Il secondo problema è invece più tradizionale e riguarda lo studio di una funzione.
Accanto ai due problemi, la prova prevede otto quesiti, tra i quali i candidati devono sceglierne quattro. Oltre al terremoto del Friuli del 1976, compaiono riferimenti a giochi, geometria e situazioni concrete: dal gioco da luna park “Cover the spot” al tetraedro regolare, da una partita di scopone a un torneo internazionale di pallavolo.
Quintiliano al Classico
La seconda prova ha riguardato anche gli altri indirizzi. Al liceo classico è uscito un brano tratto dall’Institutio oratoria di Quintiliano, dedicato al valore educativo e terapeutico della musica. Agli studenti è stata chiesta la traduzione dal latino, seguita da quesiti di comprensione, analisi linguistica e riflessione personale.
Al liceo linguistico, invece, la prova di inglese ha proposto tra i testi anche un brano informativo sugli Ogm e un estratto da “On Beauty” di Zadie Smith. Per il liceo delle Scienze umane, il tema centrale è il rapporto tra crescita, identità e tecnologie digitali, con testi di Giuseppe Riva e Alberto Pellai.
Una Maturità tra attualità e memoria
Dopo la prima prova di italiano, che aveva portato tra i banchi Pavese, Brancati, Saragat, Calabresi e altri autori, la seconda giornata della Maturità conferma la volontà di collegare le discipline scolastiche a temi concreti e riconoscibili.
Per gli studenti friulani, il quesito sul terremoto del 1976 ha un valore in più. Non è soltanto un esercizio di matematica, ma un riferimento a una memoria collettiva ancora viva, che nel 2026 torna al centro delle commemorazioni per il cinquantesimo anniversario. Una pagina dolorosa, ma anche simbolo della capacità del Friuli di rialzarsi e ricostruire.
